Sarri, prima il dito medio e poi allenatore della Juve: il calcio ha perso il cuore

Maurizio Sarri aveva un posto speciale nel cuore dei napoletani. Un posto intoccabile, riservato davvero a pochi.

Oggi quel posto, dopo l’annuncio ufficiale di ieri che lo vedrà dalla prossima stagione alla guida della Juventus, sarà lasciato vuoto. Buttato e scaraventato per sempre via, per restare nel limbo di chi ha ferito un popolo intero, che lo ha venerato quasi come un dio. E che ha fatto del “sarrismo”, una vera e propria religione da seguire, da rispettare e soprattutto da difendere. Perchè il sarrismo è nato alle falde del Vesuvio. Il mito “Sarri” è nato in questa terra di sole e colori. Ed è questa città che Sarri avrebbe dovuto rispettare e venerare fino alla fine.

E invece la favola di un amore eterno si è tramutato in uno degli incubi più cupi e spaventosi di sempre: Sarri è diventato il lupo e ha fatto a brandelli cappuccetto rosso!

Un torto e un affronto che Napoli non ha perdonato. E in un battibaleno tutto è scomparso, tutto ha perso senso tutto è diventato oscuro, vano, nebuloso e falso.

Sarri è passato dalla parte del nemico. Così almeno la pensano tutti i napoletani. 

Eppure segnali che quel vociare bianconero potesse essere una bufala, una falsa, una menzogna, sembravano davvero tanti e validi. Perchè nei tre anni in forza al Napoli, Sarri le ha dette di tutti i colori agli juventini. Fino a culminare con quel gestaccio, un bel dito medio, contro gli stessi tifosi che da oggi in poi dovrebbero sostenerlo.

Oggi quel dito medio l’ha fatto ai napoletani. Ha dimenticato tutto ed è passato dalla parte dei potenti per stirpe. E anche lui siederà al tavolo di quei “baroni” tanto criticati, condividendo con loro quel potere che a lui, uomo “da tuta e da sigarette”, proprio non gli stava bene.

Ma in tutto questo, i tifosi della Juventus? Loro sono divisi a metà, tra chi è scettico e rancoroso e chi mister Sarri lo ha sempre ammirato. Certo sarà difficile dimenticare le parole di troppo, le allusioni e le reazioni di Sarri contro la Juventus. Ma in fondo mister Maurizio è un grande professionista. Ha idee, fantasia, carattere e temperamento. Le giuste qualità che anche in bianconero bastano per essere apprezzato.

Una bella ascesa professionale per lui, questo è vero. E il prezzo da pagare qualè stato? Un amore vero, quello dei napoletani, che è ormai svanito per sempre. Un conto decisamente meno salato dei tanti milioni che guadagnerà alla Juve. Perchè si sa, il calcio è diventato solo cash.

E quindi caro Sarri, a rivederci a breve. Nemici e rivali, che in passato si sono voluti tanto bene.

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