Avvocato sul balcone per parlare con Conte: “Vi spiego perché ero in mutande”

Ha suscitato molto scalpore quel colloquio insolito avvenuto martedì a Napoli. Un dialogo da balcone a balcone tra l’avvocato Raffaele Capasso e il premier Giuseppe Conte. La richiesta dell’avvocato era molto precisa: la traduzione in decreto d’urgenza del disegno di legge 788 del 2018, a firma del senatore Urso, sui crediti in sofferenza e la «redenzione» del debitore. L’oggetto delle tante discussioni in rete non è stata la richiesta dell’avvocato in se, ma gli abiti indossati da Capasso durante il colloquio, infatti quest’ultimo indossava mutande e maglietta.

Conte, per nulla imbarazzato, ha preso nota e promesso di approfondire la questione.

Raffaele Capasso ha 69 anni, quaranta dei quali li ha spesi nell’attività forense e nell’insegnamento di diritto privato all’Università di Salerno. L’avvocato ha poi spiegato al Corriere.it il motivo per cui quel giorno stesse indossando solo mutanda e maglietta durante il colloquio con Conte:

«Stavo riposando sul divano. Mi è stato detto che di fronte era affacciato il presidente. Ho pensato che si sarebbe trattenuto solo qualche minuto sul balcone. Così ho realizzato che se avessi perso tempo a trovare un pantalone da mettere, avrei perso l’occasione».

Il giurista ormai in pensione Raffaele Capasso tiene molto al tema dei crediti delle banche, rilevati a prezzi stracciati dalle società cessionarie e usati spesso come clave nei confronti dei debitori. Il disegno di legge Urso prevede che il debitore torni in bonus pagando ai cessionari solo il prezzo di acquisto dalle banche maggiorato del 20%.

«Ci guadagnerebbero tutti. Se fossi in Conte, Di Maio e Salvini coglierei al volo questa opportunità. E se mi chiamano in tv ci andrò per spiegarlo a tutti» conclude Capasso.

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