Meduse: quante ce ne sono e quali sono pericolose per l’uomo

Quante volte capita di andare a mare e la medusa di turno ci “punge” provocando una bella irritazione della pelle? E’ molto frequente purtroppo, ma quali sono le meduse più pericolose? Prima di rispondere a questa domanda vediamo un po’ com’è fatta una medusa e perchè è così urticante.

Tanto bella e tanto urticante!

La parte che somiglia molto ad un cappello ha la parte esterna chiamata esombrella e la parte interna detta subombrella. La bocca va a posizionarsi al centro del subombrella che rappresenta l’ingrasso dell’apparato gastrovascolare ed è collegata al manubrio con forma tubulare. I famosi tentacoli urticanti si estendono a partire dal margine subombrellare. Sono urticanti perchè contengono delle cellule particolari chiamati cnidociti.

Queste sono cellule urticanti che vengono rilasciate quando il tentacolo entra in contatto con la preda secernendo liquido urticante. Una volta usate devono essere rigenerate, ma intanto la preda viene paralizzata o uccisa. Non tutte le meduse sono urticanti,  alcune specie sono totalmente innocue che non rappresentano un particolare pericolo per l’uomo.

Quando si dice una grande medusa!

Si chiama Cyanea capillata o più volgarmente detta medusa criniera di leone. E’ chiamata così per il suo intenso groviglio di tentacoli urticanti di colore arancione. L’ombrello o cappella può arrivare ad una lunghezza di 80 cm di diametro partendo da un minimo di 30 cm. I suoi tentacoli possono superare i 10 metri di lunghezza e ci sono esemplari chi arrivano anche a superare la lunghezza di una balena.

Tra le meduse è la più grande e vive nei mari freddi, negli oceani boreali delle acque dell’Artico, Atlantico, Pacifico ed è presente in abbondanza nel Mare del Nord. Insomma tanto bella e tanto pericolosa, i sub pregherebbero per nuotare anche un minuto con lei in acqua!

Piccole e letali!

Non lasciatevi ingannare dal loro aspetto piccolo ed innocuo, molte cubomeduse sono considerate le più letali al mondo! Ha l’ombrello a forma di cubo e da ogni angolo spuntano un ciuffo di piccoli tentacoli. Per la loro pericolosità sono anche soprannominate “vespe di mare” e le più pericolose sembrano essere quelle dei mari Australiani !

Alcuni esemplari hanno dimensioni di appena qualche centimetro come le meduse Irukandji. Se queste piccole creature entrano in contatto con l’uomo provocano la sindrome di Irukandji. I sintomi possono manifestarsi dopo circa 120 minuti . Provoca dolori in tutto il corpo, nausea, emicrania. Non c’è antidoto, ma raramente porta alla morte.

Mastodontica e innocua!

Non tutte le meduse sono urticanti! Un esempio è proprio Cotylorhiza tuberculata o Cassiopea Mediterranea. E’ diffusa nel mar Mediterraneo e può raggiungere i 30 centimetri di diametro. Le dimensioni sono quindi imponenti rispetto alle meduse che normalmente popolano il Mediterraneo.

Non ha tentacoli e non rappresenta un pericolo per l’uomo perchè non presenta cnidociti. Spesso queste meduse vivono in simbiosi con dei piccoli pesci chiamati avanotti che sfruttano la medusa per ricavare cibo e ricevere protezione.

Trasparente e luminosa!

Non è urticante, non è minacciosa, ma è anche capace di illuminarsi! Parliamo della Beroe ovata. Essa non ha tentacoli, ma delle sottilissime ciglia disposte in modo ordinato a longitudinale su tutto il corpo. Gli esemplari di questa specie possono raggiungere anche dimensioni di 25 centimetri.

Sono quasi sempre trasparenti o leggermente rosati e usano le ciglia per muoversi nel mare. Le lamelle presenti sul corpo s’illuminano di vari colori ricordando molto un arcobaleno. Spesso vengono scambiate per animali aggressivi, ma non lo sono affatto, rispetto alle altre meduse non presentano cnidociti, ma ha gli cteroblasti che sono cellule adesive.

In conclusione, esistono meduse di tutti i tipi, da quelle altamente urticanti e piccole a quelle grandi ed innocue. Tutte le meduse sono comunque importanti per l’ecosistema marino e ucciderle rappresenta un vero e proprio scacco in negativo alla natura e al benessere del mare.

FONTI
“Una criniera di tentacoli” focus.it 

“Atlante di flora e fauna del mediterraneo” di Egidio Trainito, editore Il Castello, 2004 

“British Marine life study society”

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