“Mio Duce ti scrivo”, quando a 10 anni Camilleri scrisse una lettera a Mussolini

Un inedito Andrea Camilleri, con la sua lettera scritta da bambino al Duce. Fu tra i tanti che ogni giorno scrivevano a Mussolini durante il Ventennio Fascista.

La lettera rispecchia in pieno quella che era l’epoca della propaganda del regime, dove il giovanissimo Camilleri mostrava il desiderio di combattere in Abissinia.

A soli 10 anni scrisse al Duce sognando di essere un Balilla, come il protagonista del giornalino illustrato che lo scrittore leggeva da bambino. A raccontarlo è lui stesso ne “I racconti di Nenè” (una autobiografia, dall’infanzia agli esordi come regista teatrale).

Spiega come era del tutto naturale per un bambino nato e cresciuto in pieno regime fascista, desiderare di combattere in Abissinia. Nella lettera chiedeva di voler partire come volontario per l’Africa Italiana, per fare la guerra.

La missiva spiega anche la forza che il regime esercitava attraverso la propaganda fascista, testimoniata dallo stesso Camilleri. Il segretario politico di Porto Empedocle, città dove nacque lo scrittore siciliano, lo chiamò un giorno per riferirgli la riposta del Duce: “Vi preghiamo di comunicare al giovane Balilla Andrea Camilleri che è troppo giovane per fare la guerra, ma non mancherà occasione. Firmato M di Mussolini“.

In un’intervista rilasciata qualche anno fa al Corriere della Sera, Camilleri confidò che avrebbe voluto opporsi al Fascismo: “Ma a essere onesti ci sarebbe voluto un coraggio inumano. Ho detto no, ma tardi, dopo averci creduto come tutti. A guardarmi indietro ora ai miei occhi appaio come uno che ci è cascato e questo mi fa tanta rabbia”.

Purtroppo quella lettera se la tenne il professor Innocenzo Pirandello, perché io oggi l’avrei appesa incorniciata in salotto, tanto la trovo divertente“, disse Camilleri.

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