Napoli non è un posto per disabili. La lettera di un ragazzo deluso dalla città

disabile-appartamentoNapoli – La straziante lettera di un disabile, condanna i napoletani di non essere ospitali con la gente come lui.

Questa è la storia di un ragazzo anonimo che non è nato a Napoli ma da tanti anni ci vive. Ha iniziato a vivere nella nostra città quando non aveva ancora nessuna disabilità.
I suoi occhi sono cambiati radicalmente nei confronti dei napoletani prima e dopo le sue difficoltà.
Certo la gente è sempre di cuore, sempre disposta ad aiutarti e sempre gentile. Ma le tante avversità fanno sì che tutto questo passi in secondo piano.

La lettera è stata inviata alla redazione de La Repubblica, giornale a cui il nostro anonimo amico ha deciso di scrivere. Ed è stesso La Repubblica a raccontarci un piccolo ma gravissimo aneddoto di questa grande storia. La storia di una semplice passeggiata che si trasforma in un incubo.
Queste le parole tratte dalla lettera del ragazzo: “Da qualche mese sono in possesso di una carrozzina elettrica e la mia famiglia, alla ricerca di un po’ di normalità, una passeggiata, mi ha convinto a farla. Siamo scesi nella metropolitana più bella del mondo dove, però, sono riuscito a salire grazie all’aiuto dei miei familiari e al buon cuore di alcuni passeggeri. È stato bellissimo rivedere via Roma, Piazza del Plebiscito. Tanto entusiasmo e tanta voglia di non far finire la passeggiata. Così decidiamo si tornare a casa senza servirci della metropolitana.
All’inizio di via Mater Dei, un motorino ostruisce il marciapiede, ma prima che possa arrabbiarmi arrivano i nostri: un’auto della polizia. Al mio gesticolare uno degli agenti apre il finestrino, guarda il motorino e mi dice: “«Ah sì, ha ragione» e vanno via. All’inizio rimango perplesso, poi mi dico magari avevano fretta, erano impegnati in cose più importanti.”

Insomma la storia di una persone disabile che fa da portavoce per un’intera categoria, che ogni giorno hanno a che fare con mille difficoltà. Palazzi senza ascensori o piattaforme per carrozzine; stazioni metropolitane e autobus con lo stesso problema; polizia e le autorità in generale che non hanno la forza necessaria per contrastare il fenomeno.
Una questione davvero molto delicata che bisognerà affrontare prima o poi per regalare una vita normale ai nostri disabili.

 

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