Carabiniere ucciso. Il padre del presunto killer: “Mio figlio è una brava persona”

“Mio figlio è una brava persona”, sono state queste le parole pronunciate dal padre di Finn, o meglio Finnegan Lee Elder, uno dei due americani fermati a Roma dopo l’assassinio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. L’uomo ha parlato con la Cnn che è riuscita a strappargli poche dichiarazioni all’esterno della sua abitazione, dove la famiglia si è barricata per cercare di preservare la privacy e la tranquillità.

Finn è stato colui che avrebbe impugnato il coltello con una lama di 18 centimetri, martoriando con undici coltellate il povero carabiniere che non ha avuto nemmeno il tempo di difendersi. Anche l’altro amico, Gabriel Natale-Hjorth è stato fermato. Il ragazzo è stato immortalato da uno scatto diventato subito virale, che lo ritraeva ammanettato in Caserma con una banda sugli occhi. La foto infatti ha causato molti commenti da parte degli utenti, creando un polverone tale che la Questura ha deciso di intervenire, aprendo un’indagine interna per identificare e punire l’agente che ha così immobilizzato il giovane. Anche l’America non ha risparmiato critiche all’Italia, definendo questa modalità di arresto “atto illegale”.

L’unica cosa certa è che un giovane uomo di 35 anni ha perso la vita e chi si è reso complice o autore del delitto, sono due ragazzi il cui passato turbolento e violento la dice molto sulle loro personalità.

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