Maglia nera alla Campania per mala depurazione: le spiagge più inquinate

Rispetto a quanto affermato nei precedenti studi, non sono molto rincuoranti i dati di Goletta Verde, sulla mala depurazione e scarichi abusivi in Campania. Ben 16 dei 31 siti analizzati dai tecnici infatti risultano essere inquinati in modo considerevole.

Il monitoraggio è stato fatto nel mese di luglio e ha riguardato punti di scarico già segnalati da Legambiente e dai cittadini grazie al servizio SOS Goletta. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) . Gli scarichi “fortemente inquinati” sono invece quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

Il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali – ha spiegato per repubblica Andrea Minutolo, portavoce di Goletta Verdel’obiettivo è quello di restituire un’istantanea che denota la presenza di casi cronici che segnaliamo da anni, ma per i quali evidentemente nulla è stato fatto”.

Vediamo ora nello specifico tali aree. In primis nel Casertano, due punti su cinque sono risultati fortemente inquinati: a Mondragone, alla foce del fiume Savone, e a Castel Volturno, alla foce del Regi Lagni. Nella provincia di Napoli, su nove punti campionati, quattro hanno dato un giudizio di “fortemente inquinato” ovvero a Pozzuoli, in località Lido di Licola, alla foce del canale Licola; a San Giovanni a Teduccio, sulla spiaggia a 50 metri a sinistra della foce dell’Alveo Volla; a Torre Annunziata/Castellammare di Stabia, alla foce del fiume Sarno; a Castellammare di Stabia, in località Fosso Garibaldi, sulla spiaggia fronte rivo San Marco.

In provincia di Salerno, su tredici punti monitorati, dieci sono risultati “fortemente inquinati”: ad Atrani, alla foce del torrente Dragone; a Salerno, in località lungomare Clemente Tafuri, alla foce del fiume Irno, e nel punto tra Salerno e Pontecagnano Faiano, in località Torre Picentina, alla foce del fiume Picentino; a Pontecagnano Faiano, in località via mare Jonio/lungomare Magazzeno, alla foce del Torrente Asa; nel punto tra Pontecagnano e Battipaglia, alla foce del Tusciano; a Eboli, in località Marina di Eboli, alla foce del canale di scarico; a Capaccio, in località Laura, alla foce del rio presso via Poseidonia 441; nel punto monitorato in località Torre di Paestum Licinella, alla foce capo di fiume  e in quello tra Capaccio e Agropoli, alla foce del fiume Solofrone; a Centola Caprioli/Baia degli Angeli, alla foce rio presso la spiaggia. “Entro i limiti” i risultati dei punti campionati a Castellabate/Montecorice, in località Ogliastro/Baia Arena, sulla spiaggia di fronte alla foce del rio Arena; a Vibonati, in località Villamare, sulla spiaggia di fronte al Rio Caca Fave; e nell’altro punto campionato a Salerno, sulla spiaggia presso via Mantegna.

Insomma, i dati sembrano essere alquanto allarmanti. Non bisogna mai abbassare il capo o distrarsi in questa tipologia di tematiche, sennò si rischia di non risolvere più i problemi che ci affliggono.

Qui per lo studio di Goletta Verde!

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