Le Iene dal rivenditore del pezzotto: “Ho paura per i miei figli”

A fine estate le principali TV a pagamento e la Lega Calcio avevano dichiarato ufficialmente guerra al “pezzotto”. Ogni anno, milioni di utenti scelgono di farsi installare ripetitori illegali, detti appunto “pezzotti”, per vedere tutti i canali di qualunque TV a pagamento, senza dover effettuare costosi abbonamenti. Un fitto sistema di hacker ed installatori fornisce questi servizi per pochi euro al mese.

È evidente come la guerra al pezzotto abbia dato i suoi frutti nelle ultime settimane: milioni di utenti delle TV illegali si sono visti oscurare i canali dopo l’identificazione e l’arresto di numerosi installatori. Tuttavia, tale sistema è ben lungi dallo scomparire. L’hanno dimostrato “Le Iene”, nel servizio andato in onda ieri sera durante il consueto appuntamento su Italia 1.

Già l’anno scorso, la iena Alessandro Di Sarno aveva mostrato il funzionamento del racket del pezzotto, come Napoli fosse l’epicentro del fenomeno ed aveva persino intervistato un installatore. Come ha spiegato il giornalista, però, gli installatori sono alla base del sistema. Al vertice c’è sempre chi gestisce le reti illegali con guadagni di milioni e milioni di euro all’anno. In mezzo ci sono i sellers, rivenditori che si occupano dell’ingrosso vendendo centinaia di abbonamenti alla volta.

La iena ha smascherato proprio uno di questi sellers. È bastato entrare in un gruppo Telegram, app molto utilizzata poiché non tracciabile, e fingersi interessato ad acquistare 200 abbonamenti insieme. Subito si è presentato un tale conosciuto come “Il professore” che ha fissato un appuntamento vantandosi di come avesse a che fare con i veri boss del sistema.

Il giornalista ha incontrato il seller, si è fatto spiegare il funzionamento del suo lavoro ed, infine, gli ha annunciato di essere un inviato delle Iene. Immediatamente, il giovane “professore” ha iniziato a piangere dichiarando di avere due figli e di non riuscire nemmeno ad arrivare a fine mese. Stando ai racconti del seller, per ogni abbonamento non guadagna più di 10 euro, un semplice modo per arrotondare lo stipendio da operaio in fabbrica.

Il rivenditore ha dichiarato di aver paura del suo capo, del boss che controlla tutti quelli come lui e gestisce le reti: un uomo dall’accento meridionale che spesso invia note audio sul gruppo Telegram. È questa persona ad intascare i guadagni maggiori. Secondo il racconto del giovane questo boss sarebbe fortemente legato alla camorra, al punto da fargli paura e di temere per l’incolumità dei suoi figli.

Qui, sul sito ufficiale de “Le Iene”, è possibile vedere il video con il servizio completo.

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