“Chiuderemo tutti i siti pirata”: la Lega Calcio dichiara guerra al “pezzotto”

pezzotto

La Lega Calcio ha dichiarato nuovi e pesanti provvedimenti contro siti pirata e streaming illegali, ovvero il famoso pezzotto. Oggi, qualunque appassionato di calcio sa che deve fare i conti con pay-tv ed abbonamenti. Ogni anno i diritti sulle partite, sui campionati e sulle singole squadre vengono spartiti con accordi miliardari fra i colossi dell’intrattenimento a pagamento, in particolare per l’Italia Sky, Dazn e Mediaset Premium.

Spesso chi vuole seguire ogni partita della sua squadra del cuore in TV, fra Campionato, Coppa Italia, Champions ed Europa League deve abbonarsi a tutte le tv a pagamento per giostrarsi fra i diritti e le esclusive. Ovviamente, tale scelta pesa molto sul bilancio familiare, con canoni mensili che arrivano ad oscillare fra i 60 ed i 100 euro. Le alternative a simili esborsi sono illegali.

In molti, infatti, scelgono il “pezzotto”. Questo termine napoletano indica una particolare apparecchiatura che fa ricevere alla televisione i canali delle pay-tv, pur non essendo abbonato a nessuna di esse. Un abbonamento c’è, ma è direttamente versato al “pirata”, hacker di turno al costo ben più contenuto di un centinaio di euro all’anno. Altra alternativa sono siti pirata che in streaming assolutamente illegale trasmettono le partite: le immagini vanno a scatti, la telecronaca magari è in polacco… me è gratis.

Nell’ultimo anno le persone che hanno scelto di affidarsi al “pezzotto” sono aumentate esponenzialmente: si stima che almeno 2 milioni di italiani assistano alle partite tramite questo sistema. Di certo non ha aiutato la spartizione delle esclusive della Serie A fra Sky e Dazn, che ha praticamente costretto i tifosi ad un secondo abbonamento per seguire il Campionato.

Ieri, l’amministratore delegato della Lega Calcio Luigi De Siervo ha annunciato che verranno usati nuovi mezzi per contrastare tale fenomeno: “Avremo un budget rilevante – annuncia – che permetterà un lavoro di quattro fasi. La prima è di monitoraggio delle violazioni, ci sono sistemi raffinati per riconoscere i flussi illegali in rete. Avendo un contatto diretto con chi gestisce i social, chiederemo di far cadere i contenuti in tempo reale. Anche se il pirata dovesse mandare in onda con un telefono, riusciremo a bloccarlo. Dobbiamo proteggere il nostro contenuto. In questa lotta tra guardie e ladri, che si protrae, ci sono le iptv (sistema di trasmissione di segnali televisivi su reti informatiche): il “pezzotto” era un decoder, ora avviene tutto in digitale. Cerchiamo di colpire le attività criminose: il sistema di monitoraggio ci porterà al punto finale da dove arrivare il segnale: spegnendo determinati siti – conclude De Siervo – li chiudi a cascata”

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