Genitori bimbi trapiantati, sos a De Luca: “Rischio nuovo blocco trapianti”

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Il tempo è prezioso, soprattutto per quei bimbi in attesa di trapianto. Lo sa bene papà Riccardo e gli altri genitori che aspettano da mesi un organo che possa salvare la vita del proprio bambino. Sì perché in Italia le liste d’attesa sono molto lunghe, specialmente per i minorenni. Se infatti per i maggiorenni la lista è su base regionale, per i ragazzi al di sotto dei 18 anni la lista è invece su base nazionale.

E nel nostro Paese sono ancor poche le persone che donano, specialmente in Campania. Nel 2018, secondo i dati presentati dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dal Ministero della Salute, sono stati 1.680 i donatori per 3.718 trapianti. Lunghissimi i tempi medi di attesa in lista espressi in anni: 3,3 per il rene, 1,6 per il fegato, 3,4 per il cuore, 2,6 per il polmone, 4,3 per il pancreas.

A questi si sommano i tempi di attesa per il trapianto: 2 anni per il rene, 0,4 fegato, 1,1 cuore, 1 polmone, 0,7 pancreas. E persino il sito del Ministero della Salute alla voce trapianti, recita: “Pagina in allestimento. Le statistiche di questa sezione sono in fase di elaborazione”.

In Campania la situazione è più delicata rispetto alle altre Regioni. Per il ‘Comitato genitori bambini trapiantati e trapiantati adulti’, c’è il rischio di un nuovo blocco dei trapianti. Per questo chiedono un nuovo incontro al presidente Vincenzo De Luca. Portavoce del Comitato è Dafne Palmieri che spiega:

“I nuovi dirigenti bloccano la riorganizzazione dei trapianti, non mettono in atto le delibere regionali. Assistiamo a un imbarazzante rimpallo di responsabilità dei vertici dell’Azienda dei Colli in cui si rimettono addirittura in discussione gli atti di programmazione regionale e le attività avviate dalla precedente gestione. Lo ha deciso la Regione, lo deve fare il Crt. Ci è stato detto che si sono insediati solo da due mesi e che ancora non avevano letto tutte le carte, con il risultato che il processo di riorganizzazione si è bloccato”.

Una situazione che era stata denunciata già un anno fa. L’unico centro di riferimento per i trapianti al cuore di tutto il Sud Italia, l’ospedale Monaldi, era stato bloccato per ‘dissidi tra due dirigenti’. Ora il rischio di un nuovo stop. Infatti nella rete trapiantologica, la riorganizzazione si è fermata. E il centro trapianti di cuore del Monaldi è in una fase di stallo.

“Abbiamo avuto già tre incontri senza risolvere nulla, abbiamo la sensazione di perdere tempo. Ci fanno ripetere i problemi ogni volta ed ogni volta rispondono senza concretezza. Ma come far capire che il tempo per noi è vita? Si rischia un nuovo blocco dei trapianti. Per evitarlo chiediamo un incontro a De Luca perché è l’unico garante possibile e noi, nella logica di una sussidiarietà costruttiva, mettiamo a disposizione tutte le nostre energie affinché non si crei un pericolosissimo precedente in cui la stabilità politica e di programmazione viene vanificata e i diritti dei cittadini/utenti mortificati a fronte di consistenti investimenti”.

Già quattro anni fa, il Comitato aveva lanciato una petizione online chiedendo al governatore di garantire assistenza per i trapiantati.

 

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