Asia, Maria De Marco: “Io Pasticciera? E’ un attacco al sindaco e alla donna”

maria de marco

E’ un battesimo di fuoco quello che ha vissuto in questi giorni Maria De Marco. Meno di una settimana fa, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris aveva firmato il decreto di nomina del consiglio di amministrazione di Asia annunciando Maria De Marco presidente, Daniele Fortini e Claudio Crivaro come consiglieri.

La scelta di Maria De Marco alla guida della società partecipata dal Comune che si occupa della gestione dei rifiuti ha una logica precisa. In un comunicato stampa presente sul sito del Comune di Napoli a firma dell’assessore all’Ambiente, Raffaele Del Giudice, e dell’Assessore alle Partecipate, Enrico Panini, si legge:

“Maria de Marco è da tempo impegnata sui temi relativi alla qualità del territorio ed è impegnata costantemente per quanto riguarda la relazione fra i cittadini e le istituzioni, in particolare il Comune e le sue partecipate. Lunga militanza civica, Maria ha le caratteristiche migliori per svolgere un ruolo di collante e di rappresentanza dell’azienda nella gestione delle diverse relazioni”.

Ma la gioia per la nomina è stata bruscamente frenata da chi ha accusato la De Marco di non avere l’esperienza adeguata a ricoprire tale ruolo. Ai Raggi X è finito il curriculum della consigliera della VIII Municipalità (Scampia-Piscinola-Marianella-Chiaiano) del capoluogo partenopeo. Tra le mansioni svolte che hanno creato scalpore quello di ‘decoratrice di torte’. E’ la stessa Maria De Marco a spiegarci come ogni lavoro sia stato fondamentale per costruire la sua crescita professionale e umana.

“Le mie esperienze professionali sono variegate e soprattutto denotano una crescita umana e lavorativa che è andata di pari passo con l’evoluzione della vita personale. Da “ragazza” ho lavorato come produttore assicurativo nei Rami Vita ed Infortuni. Successivamente ho elencato le altre esperienze: dalla refezionista alla decoratrice di dolci (in sintesi insegnavo in collaborazione con una amica, nel suo negozio, come preparare e decorare torte). Ho svolto anche altri lavori come intervistatrice per un Istituto di ricerche di mercato, intervistatrice con indagini sul campo per una ricerca sociale, coordinatrice della segreteria in un Progetto Europeo per il reinserimento dei detenuti.

E ancora coordinatrice di un progetto di umanizzazione all’interno dell’Ospedale Santobono. In ultimo dal 2013 mi sono occupata del coordinamento della segreteria in una scuola dell’infanzia di lunghissima tradizione. Tutto questo è elencato in ordine crescente, sia come mansioni, sia con gli anni di riferimento, rigo per rigo, quindi era riscontrabile che quel tipo di attività fosse relativa agli anni ’90, gli inizi. Di pari passo, a partire dal 1997 a quelle attività lavorative se ne è aggiunta un’altra di importanza, ed in questo caso rilevanza determinante, che è l’attività istituzionale”.

Una vicenda che ricorda quella di Teresa Bellanova. La ministra per le politiche agricole era stata giudicata non all’altezza della sua nomina soltanto per la terza media e per non aveva esperienze dirette in politica. Infatti in molti hanno accusato la De Marco di essere ‘Una pasticciera senza laurea’, ‘amica di de Magistris’ e di non avere i requisiti richiesti a livello politico, fermandosi ai lavori svolti da ragazza. Ma la presidentessa, come si legge nel suo curriculum, fa parte delle istituzioni da più di 20 anni:

“Nel 1997 vengo eletta nel consiglio di Circoscrizione all’Arenella e da quel momento ho costruito una storia di impegno, di coerenza, di crescita, anche in questo campo fino al 2006 in cui vengo nominata assessore della municipalità. Se si fosse voluto scrivere del mio curriculum per conoscere le mie esperienze professionali sarebbe bastato cercare nella sezione attività sociali e istituzionali e scoprire quanto cammino umano, politico c’era stato“.

Quattro giorni di veleni e attacchi gratuiti che l’hanno vista finire nell’occhio del ciclone. Il mese scorso, in un audio diffuso da ‘ La Repubblica’ alcuni consiglieri parlavano di un patto di sangue contro de Magistris. Si discuteva anche di avere la presidenza di Asia. (“Voglio Asia, non è che poi la smembri e nomini una donna e due consiglieri che dici tu. Voglio poterli scegliere tutti e tre io”, ndr). Potrebbe essere questo un attacco politico di chi ha provato a sfiduciare il sindaco e non ci è riuscito?

“Dell’audio dei congiurati se ne è parlato tanto. Il sindaco l’altro giorno in consiglio ha ripercorso quei momenti dolorosi. I consiglieri hanno sostenuto la maggioranza. Certo tutti vorrebbero fare il presidente ASIA e l’attacco che ho ricevuto io personalmente e che credo continuerò a ricevere è fondamentalmente un modo per attaccare il sindaco. Scegli una nullità, una decoratrice di torte per affidargli l’azienda strategica del Comune??? Un sindaco pazzo, un’ulteriore motivazione per denigrarlo. Aver scelto proprio il rigo della “pasticciera” denota la volontà denigratoria. Era la cosa più ridicola da associare al ruolo di manager di Asia. Serviva a colpire il sindaco e a massacrare la donna che osava proporsi con quella semplicità, cosa del quale probabilmente se fosse stata tra gli hobby dell’ingegnere di turno avrebbe fatto simpatia”.

Qual è il suo rapporto con il primo cittadino Luigi de Magistris?

Insinuare che io abbia legami col sindaco è banale. Io condivido con il sindaco i valori, gli ideali e soprattutto la visione politica. In un momento in cui visibilmente l’azienda mostra un calo nei risultati, non quelli delle analisi economiche, ma quelli percepiti dai cittadini credo sia un bisogno per chi chiede impegno e sforzi aggiuntivi alla sua amministrazione volere che lo stesso sforzo sia condiviso dall’Asia che della città deve prendersi cura”.

Diversa la questione che vede ‘Insieme per Napoli’ chiederne le dimissioni per ‘incompatibilità’. Secondo la rete di associazioni nell’articolo 4 del Regolamento del Comune (cause di incompatibilità e di esclusione) c’è scritto che è incompatibile chi ricopre la carica di consigliere comunale, assessore, presidente e consigliere di Municipalità nel Comune di Napoli. E lei è consigliera della VIII Municipalità.

“Mi sono dimessa dal ruolo di consigliera della municipalità e il mio caso personale non rientra in nessuno dei punti richiamati. Nel mio caso nessuna delle cause di incandidabilità ed inconferibilità dettate dalle norme si configura”.
Quale esperienza professionale può portare in Asia?
“Cosa può portare una ex assicuratrice, intervistatrice, refezionista, decoratrice di torte, coordinatrice di progetti, segretaria scolastica e nel frattempo consigliera, relatrice, docente di un corso di Pari opportunità e anche prefattrice di più di un libro? Una visione ampia della città, dei suoi bisogni di igiene. Della necessità di riprendere i legami con i territori, di ascoltare i cittadini come i lavoratori. Di rendere migliore il servizio, di far ripartire la Differenziata con la Cultura, la conoscenza. Credo che le competenze acquisite in anni di presenza nelle Istituzioni e nei territori possano offrire quel punto di vista “politico” inteso proprio come vita della Pòlis al cda, dove con due grandi esperti del settore, proveremo a ribaltare una piramide”.
Come ha trovato Asia e quali sono i suoi progetti futuri?
“Asia è una grande azienda dal valore civico immenso e strategico per la vivibilità della nostra città. Dell’azienda ho la percezione di chi l’ha vista nascere, ero già consigliera all’Arenella, e ne ho seguito le trasformazioni. Negli anni trascorsi nelle Istituzioni ho sempre e comunque dovuto interfacciarmi con l’Azienda, certo, dal punto di vista di chi chiede il servizio. Da “domani” dovrò confrontarmi dal punto di vista di chi quel servizio deve erogarlo. Quali sono i progetti per il futuro? Asia è una azienda sana, ha immense potenzialità e problemi oggettivi. Potenziare la raccolta differenziata; coinvolgere la Comunità, gli Enti, le Scuole, Comitati, Associazioni perchè attraverso la conoscenza si torni a pensare ai rifiuti come risorsa e non problema. Ho trovato, per ora, i lavoratori stanchi, anche per l’età, ma forse per qualcosa che nello spirito dell’azienda si è perso. Ovviamente il cda con il socio, il Comune di Napoli , punterà ad affrontare tutte le questioni tecniche di un’azienda così importante. Varranno i Bilanci, le attrezzature, ma di sicuro varranno le risorse umane perché un camion si ripara più facilmente di una persona e le relazioni umane hanno necessità di manutenzione più dei motori“.

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