Suicidi tra i militari, i numeri preoccupanti del 2019: oltre un caso a settimana

Le notizie di suicidio che negli ultimi tempi circolano su tutto il web sono tante, e ci spingono a porci dei profondi interrogativi. A commettere questo folle gesto sono soprattutto persone giovani, messe a dura prova dalla vita o isolate dal mondo. Uno dei fenomeni più preoccupanti resta però quello dei suicidi tra i militari: una vera e propria strage silenziosa di cui pochi parlano, ma che miete un numero impressionante di vittime.

Due suicidi, in particolare, hanno sconvolto la Campania in questi giorni. Il primo è stato quello dell’agente della Polizia Municipale di 52 anni, che si è ucciso a Chiaia con la pistola d’ordinanza. Il secondo quello della soldatessa di Caserta, che a soli 30 anni si è sparata nei bagni della metro Flaminio di Roma.

Un colpo alla testa, nel primo caso, uno dritto al cuore, nel secondo. Due gesti mirati, che non lasciano nessuno scampo, e che ci abbandonano ai nostri mille interrogativi. E la cosa peggiore è che i due campani non sono stati gli unici militari ad arrivare al gesto estremo.

Basta anche solo una semplice occhiata al portale infodifesa.it per capire che i numeri dei suicidi tra i militari sono impressionanti. Poco più di un mese fa, ha fatto scalpore la notizia di un allievo del corso dei commissari di polizia in servizio a Catanzaro. che si è tolto la vita con la pistola d’ordinanza. La cosa più sconvolgente, però, è che si trattava del 15esimo suicidio del 2019 per la Polizia di Stato.

E nell’Arma dei Carabinieri i numeri di questa strage silenziosa sono ancora più sconvolgenti. Meno di due mesi fa, è toccato a un carabiniere di 43 anni di Palermo, Giovanni Lo Faro, che ha deciso di impiccarsi. Tra i militari dell’Arma si registra almeno un caso a settimana, a volte anche di più. Dati allarmanti, questi, che richiedono un’azione immediata.

In questo senso non si è fatta attendere la risposta della LI.SI.SPO. (Libero Sindacato di Polizia). La proposta avanzata dall’organizzazione al Ministero dell’Interno è quella di “valutare concretamente l’adozione di programmi didattico-formativi specifici per la gestione dello stress correlato al lavoro, tra le dottrine da somministrare nei Corsi di Formazione per allievi Agenti della Polizia di Stato, con richiami di aggiornamento periodici per tutti i Poliziotti“.

Un passo in avanti importante per contrastare il preoccupante fenomeno dei suicidi tra i militari. Non possiamo che augurarci che un programma simile presto messo in atto, e che questi numeri allarmanti vadano a diminuire.

 

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