Allarme tumori in un Comune Vesuviano: Il 20% della popolazione si ammala di cancro

Cave Ercolano

Come testimoniato da un articolo de “IlMattino“, nei Paesi Vesuviani si continua a morire di malattie inguaribili, di tumori che colpiscono indiscriminatamente l’intera popolazione, bambini compresi. Questa è la dura realtà dei paesi del Parco del Vesuvio ed in particolare di Ercolano, in zona San Vito, dove la gente muore giorno dopo giorno senza che nessuno muova un dito!

Si perché nella parte alta di Ercolano, almeno due famiglie su tre hanno perso un congiunto a causa di tumori delle vie respiratorie, neoplasie e leucemie, così come denunciato da una ricerca condotta dal Gruppo Salute e Ambiente Vesuvio coordinato dal professare Gerardo Ciannella dell’Unità di Medicina Preventiva dell’ospedale Monaldi di Napoli.

La storia di San Vito e delle sue cave ha inizio circa un trentennio fa, tra il 1980 e il 1990, quando in modo più o meno legale, questi siti furono destinati ad ospitare quintali di spazzatura trasformandosi in discarica. Oltre ai compattatori della nettezza urbana però, anche rifiuti speciali provenienti soprattutto dal Nord Italia. In quel periodo furono in molti a denunciare un sospetto via vai di camion proprio in quella zona. Trent’anni dopo emergono segnali inquietanti. Verso la fine del 2013 furono somministrati dei questionari a 314 famiglie residenti nel Parco Nazionale del Vesuvio, in località San Vito, volti ad indagare la presenza di malattie importanti in ambito familiare, e il risultato lascia senza parole!

Su 314 famiglie contattate, 203 hanno segnalato gravi patologie: 50 casi di leucemia, 62 neoplasie respiratorie di cui solo 28 a carico di fumatori, 27 dell’apparato digerente, 23 urinarie, 17 cerebrali, 14 mammarie, 4 casi di SLA e restanti sei tumori in altre parti del corpo.

Un numero impressionante, se considerato che nella zona vivono poco più di cinquemila abitanti. L’indagine ha coinvolto circa il 20% della popolazione e anche se i dati ottenuti non possono essere ritenuti esaustivi, restano ugualmente significativi. Il professore Ciannella ha espresso tutta la sua preoccupazione dichiarando che “Più della metà del Territorio è evidentemente malato. In un campione del genere la concentrazione di leucemie è preoccupante. In almeno 62 famiglie sono state registrati casi di mesotelioma, un tumore incurabile dell’apparato respiratorio dovuto in particolar modo all’esposizione prolungata all’amianto o derivati. Si tratta di persone che, inconsapevolmente, hanno respirato fibrille provocate dalla rottura o dalla combustione delle lastre di Eternit”

Partendo da una simile realtà Ciannella lancia un appello alle istituzioni, come al solito assenti e silenziose: “Bisogna monitorare acqua, aria e terreni meticolosamente, per impedire l’insorgere di altri casi di tumore”.

Ad avvalere la tesi del medico, anche il parroco di Ercolano, Padre Giorgio Pisano, uno dei primi a segnalare l’incidenza sempre più preoccupante di casi di tumori nella zona di San Vito: “Non ho mai celebrato tanti funerali di bambini come quando ero in quella zona – ammette il parroco- e fu proprio una simile realtà a spingerci a rivolgerci al Monaldi per una ricerca in tal senso. Hanno avvelenato la nostra terra, la nostra aria e la nostra acqua, è il caso che tutti aprano gli occhi su questa vicenda”.

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