Edicola chiusa al Vomero, l’appello del titolare: “Aiutatemi altrimenti muoio”

edicola vomero
Foto di Angelo Pisani

Ha minacciato di suicidarsi e ora chiede aiuto ai cittadini con una colletta, un piccolo gesto simbolico del valore di un giornale da compare online. Un edicolante di Piazza Vanvitelli, nel cuore del Vomero a Napoli, nei giorni scorsi era stato raggiunto da un decreto di sospensione dell’occupazione di suolo pubblico e da diverse contravvenzioni che non può permettersi.

Sabato, con una bottiglia di benzina e un accendino in mano, ha attirato l’attenzione di tutti minacciando di darsi fuoco. Soltanto l’intervento di una volante ha impedito il peggio. Ma perché l’uomo è arrivato a quel gesto estremo?

Due le versioni contrastanti. Secondo Antonio Parisi, titolare dell’edicola del Vomero, lo spazio antistante  al chiostro può essere occupato per la merce che vende perché più volte ha presentato richiesta per ottenere i permessi dall’Amministrazione comunale. La pensa diversamente la Polizia Municipale: Antonio ha sì i permessi ma per un’area limitata non per tutta quella da lui usata. Per questo sono scattate varie contravvenzioni solo negli ultimi mesi. A essere contestata è un’occupazione in eccesso pari a circa 20 metri quadri con relativa sanzione che supererebbe i dieci mila euro l’una. Inoltre se si sommano alcune sanzioni aggiuntive si potrebbe arrivare alla chiusura per alcuni giorni dell’edicola.

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A sostenere da vicino Antonio Parisi è il legale Angelo Pisani che dal suo profilo Facebook lancia un appello:

“Sono molto preoccupato e vi chiedo tanta umanità e solidarietà , di condividere questo grido di dolore e di “comprare” virtualmente ( It69L0760105138202749102753 ) un giornale da Antonio per aiutarlo e consentirgli di sopravvivere e pagare i debiti dopo 8 giorni di agonia. Doniamo tutti il costo di un giornale virtuale ed aiutiamolo a fronteggiare un sistema disumano e insensibile si può fare un bonifico sul suo conto postale. 

Nel silenzio di tutti, io penso che L’edicola chiusa e’ una condanna a morte per il povero Antonio, considerato ingiustamente l’unico trasgressore in commercio da una “LEGGE” – forte con i deboli ( anche molto in difficoltà ) e debole con i forti – come si vede in giro liberi di fare ciò che vogliono. Poi mi chiedo ma i tanti finti moralisti e intellettuali sempre e pronti ad ogni protesta fanno finta di non sapere che il diritto al lavoro equivale a diritto alla vita. Qualcuno pensa che così si è risolto il Problema dell’illegalità a Napoli !!!”.

Nel video Antonio spiega:

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“La sera torno a casa senza aver guadagnato nulla. Ho una figlia e un mutuo da pagare. Sicuro morirò presto, o di fame o di problemi al cuore. Perché questa storia mi sta uccidendo”.

Intanto l’edicola del Vomero, in attesa della pronuncia della Magistratura, resta chiusa.

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