Niente passeggiate o corsa, il Tar della Campania respinge ricorso di un cittadino e dà ragione a De Luca

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Un cittadino campano nei giorni scorsi aveva fatto ricorso al Tar della Campania contro una delle ordinanze del governatore Vincenzo De Luca. In particolare quella del 13 marzo e successivo chiarimento del 14 che imponeva il divieto di qualsiasi forma di attività motoria o ludica anche all’aria aperta.

Un provvedimento che è più restrittivo di quello emanato per tutta Italia dal premier Giuseppe Conte dove, a oggi, è ancora consentito fare jogging. In Campania no, l’attività motoria per volere del presidente De Luca, è stata sin dal primo momento proibita. Come scritto nell’ordinanza:

  1. L’attività sportiva, ludica o ricreativa all’aperto in luoghi pubblici o aperti al pubblico non è compatibile con il contenuto dell’Ordinanza n.15 del 13 marzo 2020.
  2. Non è consentito in locali pubblici e/o aperti al pubblico svolgere eventi quali riunioni per fini ricreativi e/o sportivi e feste.

Una misura che non era piaciuta a tantissimi campani. Uno di questi ha allora deciso di fare ricorso al Tar regionale. Oggi è arrivata la risposta che dà ragione al governatore Vincenzo De Luca. Infatti il Tar Campania, con il decreto cautelare monocratico depositato oggi, ha respinto l’istanza cautelare di sospensione dell’ordinanza del Presidente della Regione (del 13 marzo) e del Chiarimento (del 14 marzo) che non consentono, tra l’altro, l’attività sportiva all’aperto ritenendola non compatibile con esigenze sanitarie.

Nei motivi si legge:

“Il rischio di contagio è ormai gravissimo sull’intero territorio regionale e i dati che pervengono all’Unità di crisi istituita con Decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania dimostrano che, nonostante le misure in precedenza adottate, i numeri di contagio sono in continua e forte crescita nella regione. Per questo va data prevalenza alle misure approntate per la tutela della salute pubblica”.

Ma ben presto tutta Italia potrebbe uniformarsi a quanto fatto da De Luca. Infatti il ministro dello Sport, Spadafora, ha consigliato di rivedere il provvedimento e vietare ogni forma di jogging anche nel resto del Paese.

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