Coronavirus: azienda di Brescia vende mezzo milione di tamponi agli USA

La notizia è rimbalzata sui social lasciando perplessi i cittadini e soprattutto il personale medico e sanitario. Un’azienda di Brescia ha venduto mezzo milione di tamponi per la diagnosi del Covid-19 agli Stati Uniti, mentre in Italia non si utilizzano su medici e infermieri a causa della loro insufficienza.

La notizia ha varie conferme. L’Ambasciatore americano a Roma, Lewis Eisenberg, ha dichiarato a Repubblica: “Siamo lieti che la Copan Diagnostics continui a produrre tamponi per i test del Covid-19 in quantità sufficienti per soddisfare le richieste in Italia e le vendite all’estero”, aggiungendo che “gli Stati Uniti continueranno ad acquistare questi tamponi da aziende italiane secondo le proprie necessità”.

Era stato un post su Twitter di DefenseOne, rivista statunitense specializzata in news su sicurezza globale, politica, affari e tecnologia, a svelare la notizia con tanto di fotografia del carico stipato in un aereo cargo della US Air Force. Partito lunedì scorso dalla base di Aviano il velivolo è atterrato a Memphis.

In un periodo di emergenza in Italia, come quello attuale, ci si chiede se sia opportuno fare uscire un così grosso quantitativo di tamponi dalla nostra nazione, un numero che avrebbe soddisfatto le esigenze dell’intero Nord Italia. Gli altri Paesi hanno nazionalizzato, ad esempio, le mascherine. In questi giorni si parla di effettuare tamponi a tappeto, una pratica sulla quale si è espressa positivamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità che invita a fare quanti più tamponi possibile.

Dal canto suo la Copan Diagnostics ha replicato:

“Tutto è avvenuto alla luce del sole. Non dovevamo avvertire le autorità italiane: sono prodotti in libera vendita. E noi siamo un’azienda leader che esporta in tutto il mondo. Non c’è carenza di tamponi: nelle scorse settimane in Italia ne abbiamo venduti più di un milione e possiamo soddisfare tutte le richieste. Il problema non sono i kit, ma i laboratori per analizzarli. Quello stock non è stato acquistato dal governo statunitense, ma da società private e distributori americani. Lo hanno trasportato con un volo militare soltanto perché non c’erano aerei commerciali disponibili”.

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