A Ponticelli, le lenzuola del corredo diventano mascherine. All’Arenella mascherine lavabili

Sono l’oggetto più desiderato del momento e anche motivo di polemiche. Ultima quella tra il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca e la Protezione Civile. A Napoli e provincia mancano, non solo per i cittadini ma anche per gli operatori delle strutture sanitarie. Un quadro reso ancora più nero dalla notizia di stanotte di un furto di mascherine, tute e camici all’Ospedale Loreto Mare.

Ma in città c’è anche chi, con un po’ di fantasia, sta cercando di cucire le mascherine da alcune lenzuola e le sta regalando al personale sanitario. Due storie raccontate dall’edizione del 26 marzo del Tg3 in un servizio (minuto 26′).

Ornella viene dal Lotto Zero, a Ponticelli, mentre Matteo dal quartiere Arenella. Entrambi hanno deciso, in questo momento, di aiutare chi è più in difficoltà. Ornella ha messo a disposizione di medici e infermieri il suo corredo: dalle lenzuola infatti ricava mascherine. Oltre 300 quelle già realizzate.

“Ho iniziato a farle perché in televisione non fanno altro che dire che mancano. Avevo un lenzuolo di 30 anni fa, e quindi ancora intatto, e ho pensato: “Sai cosa c’è di nuovo? Utilizzo questo”. Ho creato una catena di montaggio a casa, ho messo tutti quanti sotto i lavori forzati”.

E i famigliari spiegano come realizzarle:

“Devono essere a sacca e poi dentro si mette la carta forno. Sono momenti tragici, è giusto dare una mano. Questa è la nostra possibilità”.  

Una storia simile viene invece da un altro quartiere di Napoli, l’Arenella, dove Matteo ha trasformato la sua sartoria con stoffe e tnt (tessuto non tessuto) in mascherine lavabili con acqua e amuchina. Anche da adattare per i più piccoli.

“L’idea è fare una mascherina lavabile proprio per quello che sta succedendo anche nelle spiagge asiatiche che si stanno riempiendo di rifiuti, di mascherine”. 

La Napoli fantasiosa, e solidale.

 

 

 

Potrebbe anche interessarti