Il Governo pronto ad aiutare chi lavora in nero: si pensa a un reddito di quarantena con un bonus di 600 euro

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Nei giorni scorsi il Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano aveva lanciato l’allarme. Le sue parole erano state un grido d’allarme per tutte le regioni meridionali: “Bisogna aiutare anche chi lavora a nero, altrimenti il Sud rischia il collasso sociale”. Un’anticipazione di quello che è successo a Palermo con alcuni assalti ai supermercati e la gente senza più un soldo.

Anche il governo ha deciso di correre ai ripari. Una prima misura economica l’ha spiegata ieri il premier Giuseppe Conte e prevede 4 miliardi e mezzo di euro da destinare ai Comuni. Saranno poi i sindaci a prendersi cura dei più bisognosi erogando i buoni spesa. Una sorta di reddito di quarantena, così come era stato invocato dal primo cittadino della città partenopea, Luigi de Magistris. La cifra è ancora da stabilire (si pensa a una base di 500 ad aumentare se si paga un affitto).

Come spiega ‘Il Mattino’, con il decreto di aprile il governo interverrà per erogare circa la stessa cifra (600 euro) inserita nel decreto di marzo che valeva per i professionisti anche per chi lavora a nero. Varie le ipotesi da cui attingere per trovare la somma richiesta.

Il Movimento Cinque Stelle pensa di istituire una sezione ad hoc del Reddito di cittadinanza. Un’altra possibilità viene invece dal Pd ed è quella di unire questo provvedimento alla misura del decreto Cura Italia. Si aggiungerebbe solo un piccolo comma all’articolo che riguarda l’erogazione dei 600 euro ai professionisti, allargandolo così anche a chi è escluso. Da stabilire i criteri di erogazione di questo reddito di quarantena, se a lavoratori che lo scorso anno hanno avuto un’entrata o estenderlo anche a chi non ha un contratto ma lavora a nero. Una platea vasta, che il governo pensa di coprire e aiutare. Come nel caso del bonus spesa, anche questo sarebbe erogato in tempi brevi in accordo con l’inps.