Ristrutturazione Via Partenope e Lungomare Liberato: La saga continua!

Via Partenope

Continuano i dibattiti sulla questione del “Lungomare liberato” che continua a creare non pochi problemi all’amministrazione comunale partenopea. Sembra però che qualcosa pian piano si stia muovendo per il verso giusto e dagli uffici ministeriali si apre uno spiraglio di dialogo con Palazzo San Giacomo.

Gregorio Angelini, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici, in una nota ufficiale affronta l’annoso problema del restauro di Via Partenope e dei relativi crismi da rispettare durante la progettazione: «Nell’ambito del tavolo tecnico avviato il 19 marzo scorso con il Comune di Napoli sul tema del restauro di via Partenope, che è un tratto del lungomare, il Mibact ha indicato alcuni principi di cui si dovrà tenere conto nella progettazione». Tra i primi punti trattati da Angelini la “ristrutturazione dei Marciapiedi”, tema caldo perché particolarmente caro al Comune. Nella nota si legge la volontà ministeriale di assicurare la «permanenza dei marciapiedi in quanto elemento connotativo della destinazione originaria storica e facente parte del disegno della città storica da salvaguardare».

Proprio la mancata approvazione di eventuali modifiche ai marciapiedi fu interpretata dall’amministrazione comunale come un silenzioso lasciapassare per il ritorno delle auto sul lungomare, ma dalle dichiarazioni rilasciate da Angelini emerge un progetto sostanzialmente diverso: «Il ministero non si è mai espresso contro la pedonalizzazione perché non rientra nelle sue competenze, tanto meno ha immaginato di proporre modelli estranei alla storia e alla cultura urbanistica della città (mi riferisco alle ramblas)».

Prima di procedere alla ristrutturazione però, la giunta De Magistris dovrà fare i conti con numerosi vincoli come la scelta delle pavimentazioni che potrà venire solo a seguito di un’attenta e specifica indagine storica così come le attività di ristorazione che potranno situarsi solo al lato monte e potranno prevedere solo strutture leggere ed amovibili che non vadano ad inficiare la visibilità al mare. A questo aggiunge poi una nota positiva all’interno della quale può essere rintracciata una volontà di collaborazione con il Comune di Napoli: «Al di là delle soluzioni progettuali, rinnovando il rapporto di leale e fattiva collaborazione tra Istituzioni, ritengo che obiettivo comune debba essere restituire alla città decoro e dignità», afferma, «anche condividendo un percorso di attuazione della direttiva del ministro per i Beni e le attività culturali concernente l’esercizio di attività commerciali e artigianali su aree pubbliche». Intanto l‘assessore all‘urbanistica Piscopo risponde con diplomazia assicurando una volontà di collaborazione.

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