Il sindaco di Gallarate contro Ercolano: “A loro più soldi”. Risponde il sindaco Buonajuto: “Da noi più persone in difficoltà”

gallarate ercolano

Scivolone del sindaco di Gallarate, Andrea Cassani. Il primo cittadino del Comune di circa 54 mila abitanti della provincia di Varese (Lombardia), pubblica sul suo profilo un post in cui cita alcune città meridionali, in particolare Ercolano (Campania) e Acireale (Sicilia). Le tre città hanno in comune il numero di abitanti. Il sindaco di Gallarate, leghista, sbaglia commettendo lo stesso errore di Matteo Salvini.

In un post su Facebook vengono mostrate le cifre stanziate dal governo per l’emergenza economica che devono essere ripartite tra i comuni italiani. Cifre, come sottolineato dall’Anci, suddivise in base a due criteri.

Una quota, pari al 80% del totale (320 milioni), è data in proporzione alla popolazione residente di ciascun Comune (il contributo minimo spettante non può risultare inferiore a euro 600). Il restante 20% (80 milioni) suddiviso in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun Comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. I valori reddituali comunali di riferimento sono quelli relativi all’anno d’imposta 2017.

Quindi è errato dividere la cifra per i singoli cittadini residenti (nell’esempio Ercolano e Acireale) così come fatto dal sindaco di Gallarate che sul suo profilo scrive:

“Lo stanziamento per i cosiddetti “buoni spesa”, quelli che sembravano (di media) 6,61€ a testa per Gallarate purtroppo però sono diventati (di media) 5,30€ a testa.
Mentre per comuni simili a noi a livello demografico ma che si trovano in regioni molto meno colpite per l’emergenza coronavirus– che è il motivo per cui si erogano questi fondi – l’importo procapite schizza sopra i 9€ a testa. Non posso tacere vedendo quanto il governo sta facendo! Non voglio farne una questione politica ma non posso non incazzarmi a livello amministrativo: un conto è essere solidali ma un conto è passare sempre per deficienti e scusate ma non ci sto!

Nelle scorse settimane ho anche ringraziato il governo per qualche precisazione puntuale ma oggi, sempre nell’interesse della comunità che rappresento, non posso proprio tacere! Chi da gallaratese (o da cittadino lombardo) si indignerà per il mio post, sarà davvero colui che “fa politica”, non io! Perché chi difende una ripartizione del genere è evidentemente in malafede e soprattutto non rispetta i propri concittadini.

Ci sarà chi dirà che questi soldi non sono equamente divisi tra tutti i cittadini; fatto sta che il criterio utilizzato per la ripartizione è proprio il numero di abitanti e non ci sono nei criteri di distribuzione valutazioni puntuali sullo stato di povertà o indigenza.

Il momento dell’unione e della solidarietà nazionale ci potrà essere solo quando tutti verranno trattati allo stesso modo ed è paradossale come chi è più colpito è bloccato dal doppio del tempo rispetto agli altri ottenga metà dei fondi”.

Pronta la replica del sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto:

“Con tutto il rispetto e la solidarietà per la popolazione di Gallarate, ma trovo quantomeno inopportuna questa roba pubblicata dal suo sindaco: innanzitutto il contributo del Governo non è destinato a tutta la popolazione, ma solo a quella che versa in condizioni di difficoltà economiche, ma poi voler mettere sullo stesso piano le condizioni economiche e il tessuto sociale di Gallarate con quello di Ercolano non sta né in cielo né in terra.

Se il suo Comune ha ricevuto meno fondi è perché evidentemente lì ci sono meno, molto molto molto meno, condizioni di disagio. A me sarebbe piaciuto non ricevere neanche un euro perché avrebbe significato che la nostra popolazione se la passa bene. Invece, purtroppo, non è così.

Gli auguro di non sentire mai le decine di storie di grande disagio che qui ascoltiamo tutti i giorni e di non vedere mai le lacrime di tanti padri di famiglia messi in ginocchio da questa situazione. Di certo, con i fondi stanziati dal Governo a Ercolano non si arricchirà nessuno, al massimo ci sarà qualche famiglia che tirerà avanti qualche giorno con un po’ meno affanno.

In questo frangente siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione e non è il caso di utilizzare questo momento di crisi per becere rivendicazioni politiche e per portare avanti la solita retorica antiSud”.

E’ impossibile quindi paragonare Gallarate a Ercolano o Acireale. Un’altra fake news, sempre contro il Sud, questa volta diffusa da un profilo politico.

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