In Campania, Pastiere vendute online: la confusione nelle ordinanze crea escamotage per evitarle

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E’ possibile acquistare vestiti, giochi, uova di Pasqua e Pastiere? E’ la domanda che tutti si pongono in questi giorni. Sono infatti tantissimi i negozi, chiusi fisicamente, ma che online stanno vendendo prodotti non ritenuti essenziali. Segno che qualche falla nelle varie ordinanze, sia a livello nazionale che regionale, c’è.

Ma andiamo per ordine e proviamo a capire cosa dicono le varie ordinanze che impongono la chiusura di tutte le attività commerciali non essenziali. Innanzitutto è importante capire cosa rientra nei prodotti di prima necessità. Questi prodotti sono elencati del dettaglio nell’allegato 1 del Dpcm 11 marzo 2020 e sono:

Un elenco che però non indica nello specifico quale prodotto, anche alimentare, sia considerato di necessità o no. Nel restante decreto poi si legge:

“Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto”. 

A venirci incontro sono anche le Faq presenti sul sito del governo.

I negozi e gli altri esercizi di commercio al dettaglio che vendono prodotti diversi da quelli alimentari o di prima necessità e che quindi sono temporaneamente chiusi al pubblico, possono proseguire le vendite effettuando consegne a domicilio?

Sì, è consentita la consegna dei prodotti a domicilio, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari sia per il confezionamento che per il trasporto, ma con vendita a distanza senza riapertura del locale. Chi organizza le attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente o una cd. piattaforma – deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro”. 

Da quanto fatto capire dalle varie misure nazionali, la vendita quindi per esempio di uova di cioccolato o pastiere sarebbe consentita, sempre nel rispetto delle misure sanitarie. Ma questo va contro l’ordinanza n.25 della Regione Campania del 28 marzo. In questa si legge:

“Sono ulteriormente sospesi le attività e i servizi di ristorazione, fra cui pub, bar, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, anche con riferimento alla consegna a domicilio”.

Anche se nell’ordinanza è chiaro come i negozi chiusi non possano fare consegne a domicilio a differenze di quelli aperti.

“I supermercati e gli altri esercizi di vendita di beni di prima necessità –che restano aperti – sono legittimati ad effettuare consegne a domicilio soltanto di prodotti confezionati e da parte di personale protetto con appositi DPI;(omissis)”.

Ma diversi siti di famose pasticcerie napoletane (che sono chiuse come da ordinanza), stanno vendendo lo stesso online le pastiere, attenendosi alle disposizioni nazionali.

Alcune pasticcerie consegnano solo su Napoli.

Altre invece in tutte Italia.

Abbiamo provato a inserire come indirizzo di destinazione anche una zona rossa, come Ariano Irpino. E il risultato è il seguente:

Su altre pasticcerie invece non è più possibile inserire la pastiera nel carrello. Cosa che invece resta possibile se si decide di comprare una colomba:

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Stesso discorso fatto per le pastiere, vale per le uova di Pasqua non confezionate ma prodotte nei laboratori delle pasticcerie. Si possono acquistare online, addirittura con spedizione gratuita in tutta Italia. Sul sito però è anche presente l’elenco dei comuni dove non è possibile effettuare le consegne (specialmente quelli del Nord).

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Oggi De Luca ha provato nuovamente a ribadire il concetto:

Giungono segnalazioni sempre più frequenti di attività commerciali esercitate in violazione delle ordinanze regionali vigenti. Si raccomandano pertanto controlli rigorosi anche da parte delle Polizie Municipali, in relazione, soprattutto in questo periodo, alla produzione e consegna domiciliare di prodotti dolciari, senza peraltro il rispetto delle norme igienico sanitarie in un’attività già vietata da ordinanza nazionale”.

Il provvedimento però delle consegne a domicilio effettuato tramite vendite online non è vietato a livello nazionale. In tutta Italia infatti le grandi catene, anche di abbigliamento, continuano a vendere online con spedizioni in tutto il Paese. E’ necessario quindi un ulteriore chiarimento da parte del governatore Vincenzo De Luca per far capire quali siano i prodotti necessari e in quale caso siano consentite le consegne a domicilio, elencando nel dettaglio i prodotti.

Ma c’è chi va oltre, come una famosa catena di giochi per bambini che ha deciso di aprire straordinariamente il suo punto vendita per due giorni in occasione della Pasqua. Tutto in regola dato che ufficialmente il negozio è chiuso e le persone in fila fuori rispettano le distanze, come più volte raccomandato dai gestori. Il meccanismo però aggira le ordinanze, dato che nessun cliente entra nel negozio e vengono venduti solo prodotti considerati beni necessari. I commessi infatti prendono la lista dei clienti in fila fuori e poi provvedono ad acquistare i prodotti e a ridarli alle persone. Peccato che questo generi possibili assembramenti e renda difficile capire quali prodotti siano realmente necessari. Un esempio? I vari commenti sotto al post di persone che chiedevano se il negozio vendesse il ‘Pasqualotto’.

 

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