Coronavirus, medico campano: “Tampone in ritardo. Avrei potuto provocare uno scoppio epidemico”

Il contagio da Coronavirus non risparmia il comparto ospedaliero, quotidianamente a contatto con affetti da Covid-19. Eppure la somministrazione dei tamponi tarda ad arrivare anche per il personale sanitario, come è successo ad un medico campano specialista in malattie infettive.

Sintomatico dal 19 marzo, si è sottoposto al tampone soltanto giovedì scorso, risultando positivo. A www.ilmattino.it ha dichiarato: Se non fossi stato un esperto e non avessi riconosciuto immediatamente i sintomi, avrei messo in pericolo decine di persone tra ammalati, colleghi e familiari.

Quando il 20 marzo ha segnalato con una Pec le sue condizioni di salute a chi di competenza, non avrebbe mai immaginato di diventare vittima di un sistema inefficiente.

Secondo la raccomandazione dell’Unità di crisi della Regione è responsabilità del medico competente sottoporre a tampone tutti i casi sospetti di Coronavirus tra i dipendenti ospedalieri ma, proprio quest’ultimo, ha negato il servizio al diretto interessato.

“Mi sono autosospeso perché ero certo di aver contratto il virus, essendo stato a stretto contatto con un altro dipendente positivo. Dunque, la mia condizione era quella di un caso sospetto” – afferma – “Tuttavia, i medici della sorveglianza hanno contestato la mia posizione definendo illegittimo il provvedimento di isolamento.

Se avessi ceduto a quelle che a me sono sembrate vere e proprie intimidazioni e fossi tornato in corsia, avrei scatenato uno scoppio epidemico a catena con conseguenze incontenibili. – continua – Invece, ho deciso di restare a casa”.

Solo in seguito la situazione si sblocca, constatando il ritardo del medico competente nell’avviare la procedura di somministrazione del tampone. In un documento si legge la motivazione data da quest’ultimo. “Non vige alcuna reale necessità se non quella di dare soddisfazione a un medico visionario e ansioso”.

Poche righe che lasciano sorpreso soprattutto l’interessato: “Non sono né l’uno né l’altro. Sono solo un professionista” – conclude.

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