Ripresa del campionato, parla la sottosegretaria alla Salute: “Non è una questione centrale. Allo stadio solo quando ci sarà un vaccino”

porte chiuse

In molti in questi giorni si stanno chiedendo se e quando ricomincerà il campionato di Serie A ci potranno essere i tifosi o si avranno gare a porte chiuse. I calciatori sono al momento fermi e si stanno allenando nelle proprie abitazioni postando i video sui social network. Il coronavirus non risparmia neanche il mondo calcistico, con alcune squadre, dalla A alle serie minori, che hanno avuto staff, presidenti e giocatori risultati positivi.

Una chiusura totale però a una ripresa a giocare a porte aperte, con i tifosi sugli spalti, viene ora dalla sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa. Intervistata questa mattina a RaiNews24 ha detto:

“Vedo molto difficile la riapertura per il calcio e non vedo questo dibattito come prioritario: penso si possa rinunciare per un altro mese. Gli stadi pieni li vedremo solo quando saremo in piena sicurezza e cioè quando ci sarà un vaccino. Penso che anche per le partite a porte chiuse, se si aspetta un altro mese non succeda nulla di catastrofico. Tuttavia se le società saranno in grado di farlo, si valuteranno le proposte.  Io non dico di no e non sta a me decidere, ma credo non sia una questione centrale”. 

Una doccia fredda per quanti avevano sottoscritto un abbonamento e quanti erano pronti a seguire da vicino la propria squadra del cuore in una Serie A che mai come quest’anno era combattuta. Il campionato, ormai fermo da mesi, non è nelle priorità del governo. Alcuni presidenti sono favorevoli a giocare già da maggio, altri vorrebbero uno slittamento a settembre. E c’è anche chi ha proposto di fermare qui il campionato dando uno scudetto simbolico all’Atalanta. Bergamo infatti è la città maggiormente colpita dal coronavirus. Al momento sono sospese fino al 3 maggio tutte le competizione sportive. Una riunione in Lega si era avuta a fine marzo, nei prossimi giorni saranno avanzate ulteriori proposte ma la decisione sembra quella di vedere stadi vuoti e partite giocate a porte chiuse. Da giugno, però.

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