Sgarbi: “De Luca chiude la Campania perché i napoletani non rispettano le regole”


Vittorio Sgarbi questa volta ha toppato in pieno e clamorosamente. Il critico d’arte è intervenuto, ieri sera, nella trasmissione Stasera Italia di Barbara Palombelli, la quale gli ha chiesto di commentare la decisione eventuale di Vincenzo De Luca di chiudere la Campania, qualora le regioni del Nord si affrettassero a entrare nella Fase 2 dell’emergenza coronavirus.

“Sgarbi, tu che dea ti sei fatto di De Luca che vuole chiudere la Campania? È un riflesso giusto o è un po’ l’impazzimento generale?”; domanda alla quale Sgarbi ha risposto: “Beh, perché conosce i napoletani. Quindi tende a credere che non saranno rispettosi di nessuna regola”.

Si tratta di un evidente e gratuito attacco alla città, per almeno due motivi. Il primo riguarda proprio la ratio di quanto affermato dal presidente della Ragione Campania, una contromisura per difendersi dall’irresponsabilità e dalla fretta delle regioni settentrionali. La Lombardia, in particolare, è la regione che spinge più di tutti per aprire, nonostante sia tuttora in ginocchio e nella città di Milano l’infezione sia fuori controllo. Gli amministratori lombardi, che hanno sottovalutato il pericolo coronavirus e ancora oggi non sanno come comportarsi, evidentemente spostano l’attenzione su altri argomenti per distogliere l’attenzione da un fallimento totale. Vittorio Sgarbi, dunque, non ha compreso neanche una virgola di quanto asserito da De Luca.

Il secondo motivo consiste nella solita macchina del fango contro i napoletani. Secondo Sgarbi i partenopei sarebbe geneticamente incapaci di rispettare le regole, eppure, se fosse vero, non si spiegherebbe come mai, ad esempio, nella giornata di ieri Napoli abbia registrato zero decessi e solo quattro nuovi contagi. Situazione ben diversa da quella della Lombardia, per esempio, che negli ultimi due giorni ha visto incrementare gli infetti di quasi duemila unità. Il risultato napoletano è l’evidente conseguenza di un assoluto rigore nell’osservanza delle disposizioni sia governative che regionali.

Si tratta ad ogni modo soltanto dell’ultimo attacco nei confronti del capoluogo campano, che si trova sotto il fuoco incrociato e costante di giornalisti e opinionisti. La nostra città sta affrontando l’emergenza coronavirus in maniera esemplare, tanto è vero che il contagio è estremamente contenuto e non si sono verificate difficoltà particolari. Come i napoletani, la Campania tutta ed il resto del Mezzogiorno. Tutto ciò, forse, a qualcuno dà fastidio?


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