Poliziotto ucciso, i colleghi: “Vogliamo partecipare ai funerali. Per noi era un fratello”

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Immagine di repertorio

Oggi è una giornata di lutto per Napoli: questa notte è morto a soli 37 anni l’agente di polizia Pasquale Apicella, mentre tentava di sventare un furto in banca. Tanti sono stati i messaggi di cordoglio comparsi sui social in onore dell’agente. Forte è stata la presa di posizione del sindacato di polizia Mosap: gli agenti hanno rivendicato con insistenza il diritto a partecipare ai funerali di Pasquale Apicella.

Non vogliamo che la morte del collega Pasquale Apicella, caduto nello svolgimento del proprio dovere, rimanesse solo nei ricordi di cerimonie e medaglie al valore”, afferma Fabio Conestà, segretario generale del Mosap. “No, in questo specifico momento, diciamo no: e adesso basta. Per noi poliziotti di qualunque parte d’Italia il collega assassinato a Napoli per sventare un furto era un fratello, un parente“.

Conestà è critico anche verso l’Amministrazione, che, in conformità all’ultimo dpcm, “permette solo un esiguo numero di colleghi per gli ultimi saluti a Pasquale, ovvero un funerale con pochissime persone“. Il Mosap si schiera duramente contro questo provvedimento, e insiste per onorare Pasquale Apicella nel modo più degno.

Noi vogliamo partecipare in massa ai funerali. Altro che divieti. La nostra autocertificazione è la divisa che indossiamo con orgoglio e dolore che sarà bagnata dalle nostre lacrime. Si assiste a provvedimenti che scuotono gli animi dei cittadini, come ad esempio mandare a casa i condannati al 41 bis. Il Mosap si costituirà parte civile per devolvere alla famiglia quanto stabiliranno i giudici“.

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