De Magistris: “Si rischia il contagio criminale. Conflitto Stato-Regione voluto e sono escluso dalla task force Regionale”

Consiglio comunale in streaming per il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Il primo cittadino è intervenuto soprattutto sull’emergenza coronavirus parlando dell’aspetto economico e di quanto si può fare per essere vicino alle famiglie bisognose. Preoccupa l’avanzata della criminalità in un momento in cui gli aiuti dello Stato tardano.

Queste le parole del sindaco:

“Questa è la fase più grave per il nostro paese dalla fine della seconda guerra mondiale. Penso che si debba mettere in campo l’economia di guerra. Dobbiamo pensare noi come fare dal basso, se aspettiamo che qualcuno ci tiri fuori da questo guaio, rischiamo di partire troppo tardi. Si rischia il contagio criminale se lo Stato non è rapido a immettere in campo liquidità e l’economia di guerra. Così non ci siamo. Eppure Conte in questo momento ha il sostegno degli italiani, deve mettere in campo un’economia di guerra. In un momento di difficoltà non si può chiedere l’aiuto al privato ma al pubblico. L’Europa darà gli aiuti ma è sarà tardi. I sindaci sono uniti ma Conte ha fatto poco.

Mi metto nei panni del governo che ha gli strumenti per fare di più. Perché la criminalità organizzata sa dove andare, conosce il territorio, non ha burocrazia, ha liquidità e adesso può prendere il consenso. Va da quello che si puzza di fame e gli dà mille euro, poi se ne parla a luglio. Il negozio che non può aprire, e gli dà la liquidità. Un’azienda in difficoltà e non ti preoccupare basta che mi dai le quote. Lo Stato quindi deve fare presto altrimenti il territorio sarà conquistato e non lo possiamo consentire“.

Sui diritti costituzionali e sulle varie ordinanze contrastanti tra Regioni e Stato:

“Siamo esperti che capire che nella fase 1 la gente può accettare di tutto, anche l’annullamento di alcuni diritti costituzionali. Ma l’app che stanno disponendo la vogliono usare per capire come si muove il popolo italiano. Napoli è culla di diritto e dobbiamo aprire un dibattito. E’ una violazione costituzionale il dpcm e non un decreto legge ma quando andremo nella fase due non può passare tutto in maniera illegittima. Nel decreto legge è stata sospesa la possibilità di emettere ordinanze da parte dei sindaci. Può farlo solo lo Stato e le Regioni mettendo di mezzo il popolo, anche i morti. E’ un conflitto che è voluto tra Stato e Regioni. Alle Regioni fa comodo rivendicare l’autonomia e lo Stato scarica le responsabilità della sanità. C’è collaborazione con la Regione ma non ci siamo nella task force regionale perché De Luca ha deciso di escludere il sindaco di Napoli. Non certo perché non volevano partecipare. Loro fanno ordinanze sul commercio e non sanno manco come si fa la pizza. Stanno facendo errori gravissimi”.

 

 

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