L’ultimo saluto a Pasquale Apicella: “Il tuo lavoro non è finito, continua a vegliare”

Oggi si sono svolti i funerali solenni di Pasquale Apicella, l’agente morto a Napoli nel tentativo di sventare una rapina. Un rito funebre raccolto, per pochi intimi, ma non per questo meno sentito.

In tanti hanno potuto partecipare alla cerimonia grazie alla tecnologia: i funerali sono stati trasmessi in diretta sulla pagina Facebook della Polizia di Stato, in modo che tutti potessero dare un ultimo saluto all’agente-eroe. Tutti si sono stretti intorno al dolore dei familiari di Lino. Impossibile trattenere le lacrime di fronte all’immagine della moglie Giuliana, che per tutto il tempo è rimasta avvinghiata alla bara, in lacrime.

Commovente anche il ricordo delle sorelle, che hanno scritto una lettera per Pasquale. “Lino, amore nostro“: così comincia la lettera. E continua: “La nostra forza era la nostra famiglia. Quando dicevano che ci somigliavamo ne eri orgoglioso, ti brillavano gli occhi al solo pensiero. Ora siamo come una grande quercia con un ramo spezzato da una tempesta: non è caduta, ma di certo è indebolita.

Se oggi non è caduta è grazie all’amore che hai sempre avuto per noi, per la tua famiglia. Parlavi con i tuoi figli di costruire un’armatura: avresti fatto di tutto per renderli felici. Noi ci ridevamo su, ma non sapevamo che quell’armatura la stavi preparando per noi. Ci manchi e ci mancherai sempre: nulla potrà colmare il vuoto che hai lasciato dentro. Questo non è un addio, ma un arrivederci”.

Anche i cugini lo ricordano con commosso affetto: “Arrivare dove sei arrivato non è facile, soprattutto per chi proviene da un quartiere difficile. hai saputo distinguerti dalla massa e sei stato la nostra forza. Vederti con quella divisa è stato un orgoglio per tutti. Il tuo lavoro non è terminato: continuerai a vegliare su di noi, non da una volante, ma da una postazione migliore, in cui i mali della terra non arrivano”.

I funerali di Pasquale Apicella sono stati celebrati dal pastore Enzo Esposito, della chiesa evangelica di Scampia. Enzo Esposito ha ricordato con affetto Lino, il suo sogno di diventare poliziotto che coltivava fin da giovane. “La morte lascia senza parole“, ha commentato il pastore. “Tutto quello che vorremmo dire non si può esprimere con parole“.

Il pastore ha quindi lasciato che fosse la Parola di Dio ad esprimere i suoi sentimenti e quelli dei familiari di Apicella, meditando alcuni brani della Bibbia che parlano di risurrezione. “La morte non è senza rimedio nei credenti. Noi non stiamo celebrando la morte in una tomba, ma la risurrezione di Gesù“, ha sottolineato il pastore. Enzo Esposito ha inoltre invitato tutti noi a “moltiplicare le preghiere a favore delle istituzioni, di chi cerca di aiutare i più deboli”.

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