Accordo Regione Campania-cliniche private per pazienti covid: la Corte dei Conti apre un’inchiesta

campania corte conti

Era fine marzo quando in piena emergenza coronavirus in Campania, il governatore Vincenzo De Luca annunciava un accordo con le cliniche private. Troppo pochi i posti in terapia intensiva in Regione e il rischio di non riuscire a curare tutti aveva spinto De Luca a stringere un patto con le cliniche private della durata di tre mesi.

Oggi quell’accordo è finito al centro di un’inchiesta da parte della Corte dei Conti. A rivelarlo è ‘La Repubblica’ che spiega anche i termini economici di quell’accordo fatto tra il direttore della sanitaria regionale Antonio Postiglione e il presidente dell’Aiop (associazione ospedalità privata) Sergio Crispino. Tutto è partito dalla segnalazione di una Asl campana che ha portato il vice procuratore Licia Centro e il sostituto Davide Vitale all’apertura di un fascicolo. Fascicolo che è stato inoltrato anche alla Guardia di finanza perché in ballo ci sono molti soldi.

Sempre secondo ‘La Repubblica’, dieci pazienti trovati positivi al coronavirus sarebbero stati curati dalla sanità privata costando alla Regione Campania ben 3,3 milioni di euro. Infatti l’accordo prevedeva che in cambio di posti letto (circa 3 mila) fossero offerti alle cliniche private:

“700 euro per ogni giornata di degenza in terapia sub intensiva e 1200 per la terapia intensiva. Oltre al 95 per cento del budget mensile assegnato alle singole cliniche a prescindere dal valore reale della produzione“.

Una percentuale che sarebbe stata rivista dalla Regione a metà aprile e scesa intorno al 70%. Anche nella città di Milano, nell’ospedale costruito in Fiera, dopo un mese si contano solo dieci pazienti ricoverati affetti da coronavirus. E quella struttura è costata oltre 21 milioni di euro ma la Regione Lombardia ha fatto sapere che erano solo contributi di privati. Mentre quelli campani sono soldi della Regione, per questo la Corte dei Conti ha deciso di aprire un’inchiesta.

 

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