Scuola, l’appello dei pediatri: “Vaccino antinfluenzale per tutti il prima possibile”

Con la fase 2, l’Italia ha conosciuto la ripresa di molte attività economiche e produttive, e a settembre vedrà probabilmente anche una ripresa della scuola. I pediatri Fimp a questo proposito lanciano un appello: programmare i vaccini per gli alunni prima del ritorno a scuola, onde evitare contagi di massa.

Le coperture vaccinali sono infatti in calo del 4% rispetto all’anno scorso, proprio a causa della pandemia. “I centri vaccinali hanno dovuto riconvertire i propri operatori, alcuni chiamati nei punti Covid, altri centri sono rimasti chiusi per un breve periodo perché interessati dai contagi. Per recuperare abbiamo 3 mesi, poi inizieranno le scuole“, avverte il vice presidente della Fimp Antonio D’Avino.

Dobbiamo programmare la fase 3 prima che sia tardi“, prosegue D’Avino. “Bisogna partire dai servizi sanitari al territorio. Al di là del triage telefonico e della valutazione dei sintomi quali tosse, febbre e dispnea, oggi sappiamo che altri possibili sintomi dell’infezione da Sars-CoV-2 sono la congestione nasale, la rinite, la congiuntivite e i disturbi gastrointestinali. Serve che sul territorio si possa realizzare una diagnosi differenziale immediata”.

Per i pediatri Fimp, quello dei vaccini è “un percorso che va programmato ora per non correre il rischio di trovarci a ottobre con dosi di vaccino antinfluenzale insufficienti. Inoltre, la pediatria di famiglia deve avere la possibilità di prescrivere tamponi e soprattutto di avere una risposta in tempi rapidi.

“Nessun pediatra potrà mai riammettere un bambino a scuola se non avrà un tampone negativo dopo un’assenza per malattia che potrebbe essere collegata ad un’infezione da Covid-19”, conclude D’Avino.

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