Fase 2, le parole di una partenopea: “Napoli è uno scugnizzo che resiste a tutto”

Dopo un lockdown che sembrava interminabile, finalmente i negozi di Napoli hanno rialzato le saracinesche. Le vie dello shopping cominciano a ripopolarsi, e pur con le dovute misure anti-contagio, si comincia a respirare una certa normalità. Nelle ultime ore sta girando sui social la riflessione di una partenopea, Rosita Arangione, che ha paragonato la nostra Napoli a uno scugnizzo capace di resistere a tutto.

La mia è stata una quarantena anomala“, racconta Rosita. “Niente smart working, sono andata tutti i giorni in ufficio e ho vissuto Napoli come pochi. Mi sono goduta panorami pazzeschi, cieli tersi, le mille facce del Vesuvio. Quasi sempre ho scelto di andare a piedi, attraversando tutta via Toledo, da Piazza Dante a Piazza Plebiscito.

Ci sono stati giorni in cui non incrociavo nessuno se non le forze dell’ordine. Una Napoli sospesa. Tutte le vetrine dei negozi sono rimaste uguali per settimane intere. Stessi allestimenti, stessi abiti e scarpe, ovviamente impolverati. Tutto lasciato com’era il 9 marzo. A volte questa pace mai provata mi ha quasi reso felice e mi sono sentita meschina per questo.

“Per chi non la conoscesse, via Toledo è la via dello shopping, non è il “salotto buono” di Napoli ma è il cuore di Napoli, affollata, incasinata, viva.”. E anche Rosita afferma che, nonostante la sua natura di “scugnizzo”,Napoli è stata bravissima in questo lockdown. Al di là del ceto sociale, delle possibilità economiche…Napoli tutta si è messa in quarantena!

Stamattina non stavo nei panni… oggi finalmente riaprivano i negozi ed ero desiderosa di vedere cosa sarebbe successo. Di mattina presto i negozi erano ancora chiusi ma le vetrine erano già addobbate per la riapertura […] E mi sono scesi due lacrimoni caldi caldi.

È la prima volta che in questa immane tragedia ho pianto. Ed ho capito che Napoli mi ha fatto tenerezza. I napoletani mi hanno fatto tenerezza. Tanto da farmi piangere. Questo tentativo di ripartire, questo sforzo di cercare di rimanere in piedi… sanificazione, guanti, mascherine, per molte piccole attività sembrava tutto troppo complicato eppure sono tutti lì, più o meno pronti perché ci vogliono provare. […]

È per questo che Napoli ce la farà. È come quello scugnizzo cresciuto per strada che si è fatto tanti di quegli anticorpi che resiste a tutto, anche senza vaccinazione (o vaccino), resiste molto più di quei bambini cresciuti bene, nutriti con alimenti sani e superproteici. Resiste perché è scritto nel suo DNA di napoletano. Ed io con lui”.

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