Report indaga su De Luca e sulla sanità campana: “Tra insufficienze pubbliche e vantaggi privati”

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Stasera alle 21.20 su Rai 3 andrà in onda una puntata di ‘Report’ che indagherà sulla sanità campana. Vedremo diverse inchieste che mettono sotto la lente d’ingrandimento l’operato di questi mesi del governatore Vincenzo De Luca. Lo sceriffo è riuscito a salvare la Campania facendo un miracolo o nella sua gestione dell’emergenza ci sono delle ombre?

Si parte con un servizio dal titolo eloquente: “Lo sceriffo si è fermato a Eboli”. Come si legge nella didascalia sul sito di ‘Report’:

“In Campania il Covid-19 sembra essere stato ormai debellato, grazie alla politica di tolleranza zero dello “sceriffo” Vincenzo De Luca. E infatti il governatore durante l’emergenza ha visto schizzare alle stelle il suo consenso e i suoi numeri sui social, con le nuove elezioni regionali all’orizzonte. Ma fu vera gloria? E come è stata gestita l’emergenza? Il viaggio di Report nella sanità campana racconta di inefficienze pubbliche e vantaggi privati“.  

Due i video anteprima di quello che vedremo stasera. I filmati sono stati diffusi dalla pagina social della trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci. Un servizio riguarda una ditta che ha lavorato in un ospedale dell’Asl Napoli 1, Asl che in questi giorni è a rischio scioglimento per presunte infiltrazioni camorristiche:

“Secondo i magistrati una ditta che lavorava alla manutenzione di un Ospedale dell’Asl 1 di Napoli avrebbe mandato i suoi operai a ristrutturare gratis l’abitazione privata del direttore Ciro Verdoliva e un condominio di cui sarebbe stato amministratore: la testimonianza di uno dei lavoratori”.

Nel filmato si vede uno dei lavoratori dire:

“Non ho preso soldi per i lavori a casa di Verdoliva, dovevo fare un controsoffitto”

In un altro filmato ci si interroga sulla gestione dell’emergenza a Salerno, città amata e feudo di Vincenzo De Luca.

“Salerno. Poco prima di Pasqua, in piena epidemia, un ospedale decide di trasferire tutto il reparto Covid-19 in una struttura a 5km di distanza”.

Report intervista l’infettivologo Luigi Greco, 71 anni.

“All’inizio di marzo mi chiedono di tornare a lavoro nonostante fossi in pensione. Ho firmato il contratto senza leggere le carte. Il nostro obiettivo era stabilizzare i pazienti. Poi a Pasqua hanno spostato i pazienti in un reparto non attrezzato e senza rianimatori. Ho scritto una lettera contestando questo provvedimento e dicendo che l’Asl era inidonea. Mi hanno detto che non approvavano le mie contestazioni. Dopo tre ore mi è arrivata una telefonata che ero stato licenziato”. 

 

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