La protesta degli insegnanti in Piazza del Plebiscito: “Investimenti e stabilizzazione dei precari”

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Foto fb Cisl Campania

Questa mattina a Napoli è andata in scena la protesta degli insegnanti, dei sindaci e del personale ATA. Se l’Italia è lentamente ripartita, il capitolo scuola e università ha creato più di un dibattito. Due giorni fa la Camera ha approvato il Decreto Scuola che è stato firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il decreto contiene sia le norme per concludere quest’anno scolastico che quelle per l’avvio del prossimo anno scolastico che partirà a settembre.

Resta il problema dell’assunzione dei docenti e dei molti precari, il decreto modifica il concorso straordinario
per l’ingresso nella Scuola secondaria di I e II grado. Per una maggiore tutela nell’occupazione e per la sicurezza degli studenti e dei docenti, un centinaio di insegnanti sono scesi in strada questa mattina a Napoli.

Uniti nel chiedere al ministro dell’Istruzione Azzolina maggiori misure. Una partecipazione corale che ha visto la presenza anche del Segretario Regionale della Cisl Campania, Salvatore Topo, che ha aderito alla manifestazione indetta dai 5 sindacati più rappresentativi del settore: Fic-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snais Confsal e Gilda Unams (con i loro rispettivi leader regionali Ottavio De Luca, Rosanna Colonna, Antonio Di Zazzo, Angelo Raffaele Margiotta e Antonietta Toraldo). La manifestazione si è svolta in Piazza del Plebiscito a Napoli davanti alla Prefettura e ha puntato l’attenzione:

“Sulla sostanziale inconsistenza dell’azione di governo, che non va oltre alle generiche intenzioni di tornare alle attività in presenza, ma senza alcun progetto definito e concretamente praticabile”.

Queste le parole di Ottavio De Luca, segretario generale Flc Cgil di Napoli e Campania, che spiega i motivi della protesta degli insegnanti:

“La scuola è in piazza perché cerchiamo e non abbiamo avuto risposte, un maggiore investimento che riguarda il mondo della scuola. In questo periodo tutto si è basato sul senso di responsabilità del personale della scuola, dagli studenti, ai docenti, al personale Ata. Tutti hanno superato questo difficile momento con la didattica a distanza però purtroppo questo non è sufficiente, questo strumento ha accentuato le disuguaglianze che ci sono all’interno. C’è bisogno di maggiore investimenti per ampliare l’organico, migliorare le strutture che possano ospitare a settembre gli studenti con le dovute norme di distanziamento. E’ importante la stabilizzazione dei precari noi siamo per le procedure semplificate per dare giustizia ai precari che già a settembre possono essere a disposizione delle scuole”.

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