Decreto Rilancio, i medici campani contro gli emendamenti: «Pronti a scendere in piazza contro scelte clientelari»

 

NAPOLI – I medici campani puntano il dito contro gli emendamenti del Decreto Rilancio. Vincenzo Schiavo, consigliere dell’Ordine dei Medici-Chirurghi di Napoli e Luigi Sparano, segretario provinciale di Napoli della Federazione Italiana Medici di Famiglia (FIMMG), a nome di centinaia di medici della Regione Campania, hanno diramato un comunicato stampa nel quale criticano il Decreto Rilancio.

«I decessi, a migliaia, causati dal Covid non ci hanno insegnato nulla», dichiarano i due medici. La protesta punta il dito contro quegli emendamenti del Decreto Rilancio che mirerebbero ad «affossare la medicina generale, le cure primarie e la formazione in medicina generale e che, in maniera diretta o indiretta, mettono in discussione quella figura medica. Mascherando un’azione clientelare come una rivoluzione del Sistema sanitario nazionale. Invece di riconoscere l’importanza della medicina generale, si punta a scardinare uno dei pochissimi sistemi che ha dimostrato di funzionare».

Nello specifico, la protesta dei medici campani denuncia il rischio dell’eccessiva burocratizzare del rapporto tra medico e paziente. Rapporto che, stando agli emendamenti del Decreto, rischierebbe di trasformare i medici di famiglia in meri impiegati e i pazienti in numeri. Per ovviare a ciò, la FIMMG Campania propone di rispettare la durata (di almeno tre anni) imposta dalle normative europee e italiane, senza creare alcun tipo di “scorciatoia”.

Responsabile di tale burocratizzazione è classe politica italiana «che non vuole comprendere – dichiarano i due medici – che ancora oggi nei piccoli paesi italiani, così come nei grandi centri urbani, il medico di medicina generale costituisce un punto di riferimento importantissimo, ultimo baluardo di quei valori fondanti di un sistema sanitario nazione che tanti paesi ci invidiano. Valori di universalità, gratuità e uguaglianza». Gli emendamenti al Decreto Rilancio andrebbero ad intaccare proprio l’importanza della formazione in medicina generale.

«Le cure primarie – continuano i medici della FIMMGprendono in carico la persona nella sua interezza, con tutto il suo vissuto bio-psico-sociale, le cure specialistiche, invece, spesso solo un “apparato” o solo “una malattia”. Il medico di medicina generale è colui che “si fa cura”, perché è l’ unico che conosce davvero il paziente, nei suoi reali bisogni, nelle sue paure di fronte alla malattia e alla morte, nelle sue aspettative. È l’unica figura professionale medica offerta dal sistema sanitario nazionale in condizione di instaurare con il paziente relazione di cura prolungata nel tempo».

«L’opportunismo di una politica miope – concludono i due medici – rischia di far saltare l’organizzazione della medicina generale e delle cure primarie. Siamo pronti a scendere in piazza e fare tutto ciò che serve per opporci a questo scempio».