Sala: “Sbagliato che un dipendente pubblico guadagni gli stessi soldi a Milano o a Reggio Calabria”

sala dipendente

Fanno discutere alcune parole pronunciate dal sindaco di Milano, Peppe Sala, durante un suo intervento in diretta su Facebook. Il primo cittadino si è infatti lasciato andare ad alcune frasi discriminatorie nei confronti dei dipendenti pubblici calabresi che, a suo dire, non dovrebbero guadagnare quanto quelli di Milano. Diverso il costo della vita tra le due città e quindi diverso secondo Sala deve essere anche lo stipendio.

“Un discorso difficile da fare” ma che è stato subito ripreso da ‘Il Giorno’. Tutto è partito da un dialogo sui social tra Sala e una dirigente dei Giovani del Pd, Melania Toscano nel corso di una diretta organizzata dall’associazione ‘InOltre Alternativa Progressista’. Melania, originaria di Reggio Calabria, è arrivata 4 anni fa nella città della madonnina ma si lamenta dell’elevato costo della vita. Immediata la replica di Sala:

“È chiaro che se un dipendente pubblico, a parità di ruolo, guadagna gli stessi soldi a Milano e a Reggio Calabria, è intrinsecamente sbagliato, perché il costo della vita in quelle due realtà è diverso. Esiste una questione relativa al costo della vita nella nostra città. La cosa che non va è quanto sono pagati i giovani a Milano. Dietro lo stage e altre formule del genere, si nasconde un po’ di sfruttamento giovanile”.

Melania Toscano era la moderatrice del dibattito e come sottolineato dall’associazione si è astenuta dal commentare politicamente le parole di Sala. Le dichiarazioni del sindaco di Milano, esponente della sinistra italiana, su uno stipendio diverso tra un dipendente pubblico calabrese e uno milanese, non sono molto diverse da quelle espresse qualche anno fa da una esponente leghista. Susanna Ceccardi, sindaca di Cascina, comune in provincia di Pisa disse durante una trasmissione:

E’ giusto che un medico dell’Emilia Romagna guadagnino di più. Ci saremmo tutti stupiti, negativamente, se gli stipendi dei medici calabresi fossero stati più alti, meno male che non è così. Lo stipendio non dovrebbe essere uguale. Avete presente i casi di malasanità in Calabria? Lasciano i bisturi negli stomaci dei pazienti, non facciamo i buonisti. La sanità calabrese non è un’eccellenza italiana“. 

Ancora una volta ad essere discriminati sono i calabresi solo perché nati in Calabria. Non si valutano la professionalità e la competenza dei lavoratori ma solo l’origine geografica. In un discorso che mostra quanti passi in avanti deve ancora fare la politica italiana.

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