Covid, la cura Ascierto non riduce la mortalità ma il tempo di dimissione dei pazienti

L’oncologo e ricercatore italiano Paolo Antonio Ascierto, è salito alla ribalta durante l’emergenza coronavirus grazie alla sua scoperta. Il medicinale Tocilizumab – usato per combattere l’artrite reumatoide – è stato usato per aiutare i malati di coronavirus a superare le crisi respiratorie e poterli dimettere prima.

Ascierto chiede di non abbassare la guardia

Il dottore ha pubblicato sui propri profili social gli ultimi aggiornamenti sui risultati di ricerca relativi al Tocilizumab correlati al coronavirus. Lo studio non ha dimostrato un vantaggio statisticamente significativo nel ridurre la mortalità a 4 settimane e nel miglioramento clinico nei pazienti con COVID-19. Tuttavia,  riporta anche che il tempo di dimissione nei pazienti trattati con tocilizumab risulta essere inferiore. Ecco le parole di Ascierto:

Sono disponibili alcuni aggiornamenti sui risultati dello studio clinico su tocilizumab nel trattamento degli effetti associati alla polmonite da COVID-19.

Gli studi di fase III rimangono sempre i più importanti per dimostrare l’efficacia di un farmaco. Il CoVacta, lo studio di fase III, su scala mondiale, che ha valutato l’efficacia dell’utilizzo del tocilizumab confrontato con il placebo non ha dimostrato un vantaggio statisticamente significativo nel ridurre la mortalità a 4 settimane e nel miglioramento clinico nei pazienti con COVID-19.

Tuttavia, lo studio riporta anche che il tempo di dimissione nei pazienti trattati con tocilizumab risulta essere inferiore. Questo dato potrebbe indicarci che esiste un sottogruppo di pazienti che potrebbe comunque beneficiare del trattamento con tocilizumab. La chiave potrebbe essere in alcuni biomarcatori.

Purtroppo in questi studi, come il CoVacta, non sono noti i valori di alcuni biomarcatori che possono permetterci di individuare i pazienti che potrebbero trarre beneficio dal farmaco, quali ad esempio i valori basali di IL-6, PCR, Ferritina, D Dimero.

Ulteriori informazioni potrebbero arrivare dai risultati di altri studi di fase III che stanno valutando l’efficacia di tocilizumab quali l’EMPACTA e il REMDACTA che ne valuta l’efficacia in associazione con l’antivirale remdesivir“.

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