Video. Animazione realistica eruzione Vesuvio: prevenzione e informazione sul piano di evacuazione

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L’eruzione del Vesuvio è uno degli argomenti che fa più paura a qualsiasi napoletano presente su questo Mondo. Il Vesuvio è uno dei vulcani più pericolosi sulla Terra, sebbene sia a riposo dal 1944, data dell’ultima eruzione. Ma il popolo è consapevole di come potrebbe avvenire una futura eruzione? Qual è il piano di evacuazione in caso di eruzione?

Geopop, una pagina gestita dal Geologo napoletano Andrea Moccia, spiega le scienze della Terra nella vita di tutti i giorni, e questa volta ha pubblicato un’animazione realistica di una possibile eruzione del Vesuvio. Lo scopo è quello di sensibilizzare il rischio vulcanico e un invito all’informazione da parte dei residenti campani riguardo il piano di evacuazione.

Nel video il geologo spiega chiaramente che la scienza non può stabilire con esattezza quando avverrà l’eruzione ma può senz’altro studiare il come. Ci sono tre possibili scenari in atto. Partendo dal più violento, ci potrebbe essere un’eruzione pliniana di grado VEI 5 (VEI sta per Indice di esplosività vulcanica). Poi ci potrebbe essere un’eruzione meno violenta, sub-pliniana di grado VEI 4. Infine un’eruzione stromboliana, con grado VEI 3, la meno violenta ma la più probabile.

In questa animazione la possibile futura eruzione presa in considerazione è la sub-pliniana, poiché è questo lo scenario che ha studiato la protezione civile per il piano di evacuazione.

L’eruzione è preceduta da fenomeni precursori macroscopici come fumarole evidenti mesi prima dell’eruzione e terremoti percepibili settimane prima. Il giorno dell’eruzione avverrà un boato enorme, una grossa esplosione dà inizio al risveglio del vulcano, con il risultato di un’enorme nube di fumo, gas e materiale vulcanico che si innalzerà in aria.

Dopo qualche giorno dall’esplosione, la colonna eruttiva ormai scura, inizierà a scendere lungo le pendici del vulcano in base ai venti presenti, ed è questo il momento più pericolo dell’intero evento eruttivo. Fiumi di gas e materiale vulcanico scendono ad una velocità tra i 100 e 500 km/h e raggiungeranno temperature tra i 500° e i 1200°. Le stesse nubi che distrussero Pompei nel 79 d.C.

L’ultima fase dell’eruzione è la lenta ricaduta delle ceneri, che possono arrivare anche a migliaia di km di distanza dal luogo dell’eruzione e pericolose perché poggiandosi sui palazzi, la loro pesantezza, potrebbe far crollare questi ultimi e soprattutto per una possibile inalazione dannosa al nostro corpo.

Speriamo che il “Gigante buono” si risvegli il più tardi possibile, ma la cosa principale è la prevenzione, essere coscienti del piano di evacuazione e della pericolosità dell’evento.

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