Gennaro Arma, il comandante della Diamond Princess diventa Magister di Amalfi

Magister AmalfiIl comandante Gennaro Arma è stato proclamato Magister di Amalfi. Onorificenza dovuta al suo operato su una nave ferma a Yokohama durante la quarantena. Ieri è avvenuta la consueta investitura.

Gennaro Arma è un uomo di mare, un comandante che ha trascorso giorni difficili insieme a tutto il suo equipaggio sulla nave in Giappone. “Sono stati giorni lunghi, complicati, non avevamo un manuale per una situazione fino ad allora mai vista, abbiamo fatto gruppo di fronte alla situazione e l’abbiamo affrontata. L’equipaggio fa la nave e io sono grato a tutti i 1100 uomini e donne dell’equipaggio, senza di loro non sarei qui“, lo ha dichiarato lo stesso comandante in un’intervista su Amlafi.gov durante il primo giorno del capodanno bizantino.

Uno dei suoi più grandi meriti in questa esperienza è stato il Fresh Air Program. Un piano previsto per far passeggiare, a turno si intende, i passeggeri della nave che nella propria cabina non avevano neanche un oblò. In questi casi è infatti fondamentale non creare panico, e sollevare il morale delle persone per giungere alla fine del percorso.

Abbiamo pensato ad un protocollo, con uscite lungo percorsi contingentati, distanziati. Era importante per il morale. Così come è stato importante festeggiare il San Valentino, con i fiori e i cioccolatini in cabina, erano tutte iniziative perché ci fosse la forza di affrontare ogni giorno.

Inoltre il comandante, nonché nuovo Magister di Amalfi ha sottolineato l’importanza di avere una famiglia che lo sostenesse: “Sono fortunato ad avere a fianco una donna forte come mia moglie, capace di gestire la sua emergenza senza far mancare il supporto. Le parole della famiglia sono state importanti: ero quello che doveva confortare e supportare tutti, era importante che la sera loro ci fossero.

Amalfi dunque ha un nuovo Magister. Per la prima volta si tratta di un uomo di mare, non era mai accaduto nella sua storia. Un’onorificenza che dovrà portare a testa alta, con la promessa di prendere la città sotto la propria ala.

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