Covid, stop al vaccino di Oxford: potenziale reazione avversa in un partecipante

Coronavirus vaccino Spallanzani

Stop al vaccino di Oxford-Pomezia che era nella cosiddetta ‘fase 3′ (sperimentazione sull’uomo). La notizia è stata riportata dal sito ‘Statnew‘ che parla di una sospetta reazione avversa avuta da uno dei partecipanti al test in Gran Bretagna. La società farmaceutica AstraZeneca ha così sospeso per la seconda volta la sperimentazione sul suo vaccino contro il Covid-19. Un’operazione di routine che serve a mantenere la sicurezza e alti standard per i volontari e i partecipanti alla sperimentazione.

Un portavoce della società ha dichiarato:

“Il nostro processo standard di revisione dei test ha fatto scattare una pausa. Si tratta di un’azione di routine che si verifica ogni volta che c’è una potenziale reazione inspiegata in uno dei test che consente il tempo di indagare e assicurare allo stesso tempo il mantenimento dell’integrità del processo dei test. Nei test più ampi reazioni possono accadere per caso ma devono essere indipendentemente valutate con attenzione”.

Non è inconsueta per i test clinici una sospensione ma questa è una battuta d’arresto che pesa e fa riflettere. Sono molte le reazioni che possono essere quantificate come avverse, da sintomi che richiedono il ricovero in ospedale, a malattie gravi fino alla morte. Uno studio sulla fase 1/2 della sperimentazione del vaccino anti covid aveva riportato che circa il 60% dei mille partecipanti al test ha avuto effetti collaterali (febbre, mal di testa, dolori muscolari) considerati lievi.

Secondo una fonte anonima sentita dal ‘New York Times’, il partecipante che si è sentito male stava effettuando i test sul vaccino in Gran Bretagna e ha contratto una mielite trasversa, una sindrome infiammatoria che colpisce il midollo spinale ed è spesso innescata da infezioni virali. Essa comporta un danno neuronale al midollo spinale (mielopatia) dal quale conseguono, a livelli diversi, disfunzioni motorie, sensoriali ed autonomiche. Tuttavia, la tempistica di questa diagnosi e se fosse direttamente collegata al vaccino di AstraZeneca non è ancora chiara ma a scopo precauzionale si è deciso di bloccare la sperimentazione.

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