Renzi vs Azzolina: “Soldi per la scuola spesi male, lavori per l’edilizia e test, non banchi”

Sebbene siamo agli sgoccioli, la “questione scuola” post-lockdown è ancora aperta: a proposito di ciò, il leader di Italia Viva Matteo Renzi, si scaglia contro la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina. L’ex premier, ospite a “Start” su Skytg24, ha così esordito:

“C’era una corrente di pensiero che diceva “continuiamo con la didattica a distanza finché non finisce il Covid”. Credo che fosse una follia. Abbiamo combattuto perché si potesse tornare a scuola. La didattica a distanza non può essere il sostituto di quella comunità educativa che è la scuola.

“Aver riportato i ragazzi a scuola, con tutte le incertezze e i dubbi che ci sono è un fatto positivo. Avevo chiesto di intervenire prima. Era quello il momento in cui fare i lavori nelle scuole, quando c’era il lockdown, perché si poteva dare il miliardo di euro, che è andato nella cassa integrazione, alle piccole e medie imprese per rifare le classi in quel momento.

“Ormai è andata. Ha ragione Conte quando dice che nessuno ha la bacchetta magica. Si sono fatti passi in avanti, non quanto avremmo voluto. Il Covid è una bestia brutta con la quale conviviamo nei prossimi sei mesi/un anno, non ci sono scorciatoie. Dover convivere è la grande sfida di questo tempo.

“Il problema è che sulla scuola sono stati messi dei soldi ma in tutta Italia stiamo mettendo soldi dappertutto. Dobbiamo metterli in modo che servono. Anziché i banchi a rotelle, avrei fatto i lavori di edilizia scolastica, test sierologici, la presenza dei medici in classe.

“Stiamo spendendo un sacco di soldi, nel giro di tre, quattro o cinque anni il debito pubblico rischia di diventare insostenibile. Se si continua a mettere i soldi su sussidio e assistenzialismo si muore. Se gestiamo bene questi dieci mesi, facciamo bene le cose giuste e usiamo bene i soldi, nei prossimi dieci anni l’Italia tornerà ad avere un boom economico.

“Non è vero che è finita, dal punto di vista sanitario le cose vanno molto meglio ma dal punto di vista sociale le tensioni arriveranno ora. Quando sarà sbloccato il divieto dei licenziamenti avremo tensioni sociali non indifferenti” ha così concluso Renzi.

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