De Luca sul covid: “Situazione drammatica. O si rispettano le regole o tra 7 giorni si chiude progressivamente tutto”

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Consueta conferenza stampa con il governatore Vincenzo De Luca che dopo l’ordinanza restrittiva che impone l’obbligo di mascherina anche all’aperto, aggiorna sui casi di covid in regione e avvisa i cittadini di un possibile lockdown.

Queste le parole del presidente che ha voluto ringraziare gli elettori che lo hanno votato:

“Ringrazio chi mi ha sostenuto nella battaglia elettorale, ho avuto il sostegno di donne e uomini della nostra regione di ogni orientamento politico e ideale. Non è stata una scelta legata alle bandiere di partito ma agli interessi delle nostre comunità e ad uno stile di governo. Il 70% ha espresso un orientamento unitario, è quasi un risultato storico. Grazie di cuore, rimarremo fedeli agli impegni che abbiamo assunto. Daremo l’anima per realizzare gli obiettivi che servono per un’intera generazione di ragazzi campani e per le famiglie. Un risultato elettorale che ci spinge a dare serenità e sicurezza alle nostre famiglie, un messaggio da lanciare all’Italia che è un paese che ha bisogno di serenità e disintossicarsi. Abbiamo troppi anni alle spalle nei quali sono state immesse tossine sul piano della violenza del linguaggio, della mancanza di rispetto”.

Sul covid e su un nuovo locdown, De Luca afferma:

“L’ordinanza fatta ieri prevede l’obbligo dell’uso della mascherina per tutta la giornata. La realtà vede la Campania come la più delicata ed esposta d’Italia, fino a maggio quando decidevamo noi per la Campania vi era un percorso, dopo l’apertura di tutto, si sono limate le barriere della mobilità fra regioni, aperte frontiere, ed è la Regione più esposta. Siamo la Regione con la maggiore densità abitativa d’Italia. Abbiamo un problema in più: l’apertura dell’anno scolastico e il dovere di essere rigorosi prima che in altre regioni e più di altre. I dati dell’ultima settimana: siamo passati dal 16 settembre a 186 casi, poi 195, 208, 158, 171, il 21 settembre 242 casi, martedì 156, il 23 248, oggi 253 con sette mila e oltre tamponi fatti e con una percentuale di positivi del 3,38%. E se non avessimo fatto controlli al ritorno dalle vacanze questi dati sarebbero raddoppiati. Sono oltre 14 mila i positivi complessivi in Campania, la previsione degli epidemiologi con la previsione per i prossimi 10 giorni (fino al 21 ottobre) prevede un incremento di 5 mila contagi. Oggi abbiamo 371 persone ricoverate, 552 i posti letto per pazienti covid ma c’è una percentuale di asintomatici molto più grande rispetto a marzo questo però significa che abbiamo meno ricoveri in terapia intensiva ma un numero elevato di ricoveri ordinari.

Complessivamente possiamo arrivare a 940 posti letto. Il dato a oggi è gestibile ma dobbiamo vedere tra dieci giorni quando avremo altri 5 mila contagi. Dobbiamo calcolare un 10% di ricoveri rispetto ai positivi, da qui a metà ottobre la situazione è delicata. Se la situazione diventa drammatica troveremo altri posti letto rinviando gli interventi ordinariamente previsti. Per le terapie intensive abbiamo 25 ricoveri, 38 sono liberi ma nell’arco di 48/72 ore ne potremmo avere 500. Abbiamo fatto un lavoro straordinario, dal punto di vista delle terapie intensive siamo la regione che ha fatto lo sforzo più grande. L’obiettivo è arrivare a 900 entro l’anno. Si è alzata l’età dei pazienti. Abbiamo in isolamento domiciliare 4 mila 761 persone. Oggi siamo in piena epidemia.

Vi voglio dare alcuni dati di raffronto. Oscilliamo tra i 180/200 contagi, a fine marzo (il 25 marzo) avevamo 100 contagi giornalieri. Oggi siamo a 200, il doppio. A marzo avevamo più ricoveri ordinari, 133 in terapia intensiva, oggi 38. Allora c’era una maggiore gravità e difficoltà nel curare. Il 25 aprile i casi positivi oscillavano tra i 30/40, oggi 200. Ricoveri 608, terapie intensive 97, tre volte di oggi. 25 maggio 11710/15 contagi giornalieri. Più ricoveri e terapie intensive 30 ricoveri (come oggi). Ricordo questi dati per spiegarvi che oggi siamo nel pieno dell’ondata di ritorno dell’epidemia. Se abbiamo reso obbligatorie le mascherine, anche quando si va fuori casa è perché siamo in una situazione che dal punto di vista del numero dei contagiati è più pesante rispetto a marzo con il problema dell’apertura dell’anno scolastico. E’ un lusso che non ci possiamo consentire vedere persone senza mascherina. Ve lo dico fraternamente, le alternative sono drammaticamente semplici: o decidiamo di convivere con il covid fino al vaccino e rispettiamo regole rigidissime, o l’alternativa tra una settimana sarà la progressiva chiusura delle attività economiche, dei locali, dei bar. Non ci sono terze vie. Voglio vedere le mascherine sulla bocca non sul gomito. Se tra 3/4 giorni la situazione non cambia ma si aggrava, noi chiuderemo tutto. Se l’alternativa è passeggiare in allegria o avere i morti per strada non ci sono dubbi, non è una cosa che fa piacere dire. Vi prego di fare questo piccolo sacrificio, altrimenti chiuderemo quante più attività economiche possibili. Siamo tornando indietro rispetto alle ordinanze di riapertura da dopo il lockdwon. Abbiamo cominciato con la mascherina obbligatoria, la misurazione della temperatura. Ci sarà un periodo di 24 ore in cui la Polizia avrà tolleranza per chi non indossa la mascherina poi partirà la multa di mille euro. Se non si cambia, passeremo ai locali della movida. Lo sapete quando c’è da decidere la Campania è la prima a farlo”.

 

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