Vicepresidente leghista della Calabria shock: “Continuerò a dire ricchione e negro”

“Ricchione”, “frocio” e “negro”, parole ripetute più volte con orgoglio susseguite dagli applausi dei presenti. È Nino Spirlì a pronunciarle, il vicepresidente leghista della Calabria. Ancora una volta viene confermato come alcune persone legate al partito non siano inclini alle uguaglianze tra tutte le persone, o per lo meno usino modi estremamente violenti di esprimere le proprie opinioni.

Spirlì, intervenuto a un dibattito organizzato dalla Lega a Catania in vista del processo a Salvini per il caso Gregoretti, ha dato il peggio di sé. “Avere 2 padri o 2 madri è contro natura“, la solita frase pronunciata da alcune persone che innalzano i valori della famiglia e della cristianità e poi si ritrovano spesso divorziati, con le amanti e i figli fuori dal matrimonio.

Se consentiamo a queste persone di coprire la nostra cultura, noi siamo gli ultimi rimastiaggiunge il vicepresidentequelli che verranno dopo non avranno testimonianza di quello che era vero. Questi sono capaci di prendere la Bibbia e bruciarla. Sono nazisti, difendiamo le vere verità nel quotidiano“. Alla fine del suo intervento Spirlì tira fuori il rosario, come il suo compare Salvini.

Quello che mi chiedo è; per Spirlì cosa è la vera verità? La non esistenza dei gay? Certo che ci vuole del coraggio a dare del nazista a persone che vogliono soltanto amare e fare una famiglia. Il caro Nino Spirlì sa cosa significa far parte di una minoranza? Sa cosa significa venire insultati o picchiati solo perché gay o neri. Sa cosa significa essere osservati ogni volta solo perché si cammina mano nella mano con il/la proprio/a compagno/a?

Comunque, se avesse studiato un po’, saprebbe che alcuni termini sono stati rivendicati da quelle che lui chiama lobby. In America le parole “black” e “queer”, che prima avevano connotazioni negative, sono diventate con il passare del tempo auto affermazioni per la politica culturale nera e gay.

E lo stesso sta accadendo in Italia. I “froci” come li chiama lui, si stanno riprendendo quel termine che tanto li ha disprezzati negli anni passati, perché un termine è solo un insieme di lettere, il significato glielo diamo noi.

La questione però è certamente condannabile perché il modo in cui lui urla quelle parole, come quelle parole gli escono dalla bocca sono condannabili. In un momento così delicato, in cui tutto il Mondo è attraversato da un’ondata d’odio verso le minoranze davvero spropositata, fare queste esternazioni piene d’odio e poi cacciare il rosario e richiamare la cristianità è proprio un controsenso.

Poche settimane fa abbiamo perso una vita a causa dell’omofobia. Siamo nel 2020, quando ci sarà una legge contro l’odio? Quando potremmo vivere finalmente liberi dai pregiudizi della gente?

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