Lockdown regionali ad intermittenza: lo studio della gestione Covid in Italia della Federico II

Lockdown ad intermittenza per le regioni – lo studio della Federico II. In Italia siamo di fronte ad una nuova ondata di Covid19, il virus che ha messo in ginocchio il nostro Paese e non solo a fine inverno scorso. Dopo un periodo di apparente calma, i contagi dopo l’estate hanno iniziato a risalire sempre di più arrivando a questi giorni di piena emergenza dova il Governo ha deciso di attuare nuove restrizioni.

Mascherine obbligatorie sia al chiuso che all’aperto e multe salate per chi non rispetta le regole. Norme entate in vigore ieri in tutta Italia, ma che alcune regioni duramente colpite in queste settimane avevano già attuato – è il caso della Campania, che ha anche imposto il coprifuoco a bar, ristoranti e locali alle 23.

La Campania è una delle Regioni ad alto rischio di contagio – solo ieri 757 positivi in 24 ore, De Luca non esclude il lockdown – e proprio da qui arriva un nuovo studio. Uno studio sulla gestione della pandemia in Italia basato su un modello a rete delle Regioni Italiane che suggerisce di attivare lockdown intermittenti a livello regionale per controllare la diffusione dell’epidemia e contenerne l’impatto economico.

Ministro Boccia: “Non escludo chiusura delle Regioni”

Sviluppato dal gruppo di ricerca coordinato dal Mario di Bernardo, ordinario di Automatica presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione della Università di Napoli Federico II, in collaborazione con ricercatori dell’Università di Salerno, ENEA e del Politecnico di Milano e pubblicato sulla rivista internazionale Nature Communications.

La ricerca ha sviluppato un modello matematico, sulla base dei dati raccolti durante il lockdown nazionale, dove l’Italia è descritta come una rete di 20 regioni. I ricercatori hanno studiato le azioni che ciascuna delle regioni potrebbe mettere in campo per controllare la diffusione della pandemia e i flussi di persone che viaggiano tra di esse.

In particolare, viene mostrato che strategie di lockdown a livello regionale, anche per brevi periodi di tempo, possono essere particolarmente efficaci per evitare, o contenere, nuovi picchi epidemici riducendo gli enormi costi economici di un lockdown nazionale.

Lockdown regionale che dovrebbe essere attivato al superamento della soglia limite di ospedalizzati in terapia intensiva e sciolto appena si ritorna sotto quel livello. Lo studio mostra inoltre l’efficacia a livello regionale delle misure di lockdown intraprese dal governo nazionale tra marzo e giugno 2020 rivelando l’esistenza di una correlazione tra il tasso di mortalità da COVID-19 e i livelli di saturazione dei sistemi sanitari regionali.

Potrebbe anche interessarti