Il Calcetto non si ferma: trovata la soluzione per giocare senza violare il decreto di Conte

calcetto decreto

Con il nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri (dpcm) del 13 ottobre, il calcetto sembrava essere vietato. Un duro colpo per chi in questi mesi è sceso in campo con gli amici per distrarsi e scaricare lo stress dovuto anche alla pandemia. Niente più partitelle o almeno questa è l’intenzione del governo per limitare i contagi in crescita in tutta Italia. Infatti al punto g del decreto per quanto riguarda gli sport di contatto si legge:

Lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con successivo provvedimento del Ministro dello Sport è consentito, da parte delle società professionistiche e ‒ a livello sia agonistico che di base ‒ dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”.

Mentre è vietato:

“Sono invece vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto, come sopra individuati, aventi carattere amatoriale; i divieti di cui alla presente lettera decorrono dal giorno della pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del provvedimento del Ministro dello sport di cui al primo periodo”.

Un punto che ha spinto i vari campetti di calcio ad aggirare in maniera legale il decreto. Infatti basta che un gestore crei un’associazione sportiva dilettantistica affiliata a un ente di promozione sportivo. Poi si devono naturalmente rispettare le norme anti-contagio previste nei vari protocolli ma basta poco e il gioco è fatto. Insomma chi vuole organizzare una partita a calcetto si deve solo tesserare e portare un certificato medico di idoneità fisica. Nel decreto infatti non c’è nessuna limitazione per i nuovi affiliati.

Il tam-tam si è così diffuso via social con messaggi in gruppi whatsapp e nelle pagine social dei campi di calcio dove si legge: “Il Calcetto non si ferma” e in cui vengono spiegate le modalità per ‘aggirare’ il decreto in modo legale.

 

Sulle pagine Facebook di vari campetti di calcio infatti ci sono dei numeri di telefono a cui chiamare per prenotare i campi che restano aperti.

E c’è anche chi pensa di organizzare un sit-in in mezzo al campo con candele e birra.

Una situazione preoccupante che consente di giocare rispettando il decreto. Urgono chiarimenti e nuovi provvedimenti per impedire nuovi tesseramenti.

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