Coronavirus, i contagi aumentano col freddo: la spiegazione degli esperti e i consigli da seguire

I contagi da Covid-19, così come influenza e altre patologie respiratorie, aumentano con il freddo. Tuttavia, la correlazione non è da ricercare nell’abbassamento delle temperature quanto nei comportamenti ed abitudini che queste innescano. A spiegarlo è Valentina Paolucci, pediatra del poliambulatorio di Fiano Romano.

Nei mesi invernali, si tende a frequentare maggiormente luoghi al chiuso, poco areati ed affollati. Proprio in essi, dunque, i virus si diffonderebbero più facilmente. Ecco perché, oltre al distanziamento e all’obbligo di mascherina, sono necessari anche interventi di sanificazione e areazione degli ambienti.

Proprio in tali luoghi, “sguazzerebbero” i microorganismi. In presenza di uno sbalzo termico, infatti, avviene una vasocostrizione, dunque meno afflusso di sangue e ossigeno ai tessuti. Ciò crea un ambiente più facilmente aggredibile da tali particelle.

In sintesi, il freddo di per sé non è il responsabile diretto delle malattie respiratorie ma le basse temperature possono innescare una minore efficacia del sistema immunitario nel combattere tali microorganismi. Se non si incontra un virus-batterio è difficile ammalarsi. L’esperta, infatti, sfata il mito del cosiddetto “colpo di freddo”: freddo e vento non fanno ammalare, al massimo possono causare torcicolli o contratture muscolari.

A tal proposito, per evitare malanni, compresa l’infezione da Coronavirus, è possibile adottare alcuni accorgimenti. Innanzitutto, evitare di stare troppo al chiuso dove proliferano i microrganismi e la vicinanza ad altre persone. Evitare i centri commerciali, “zeppi di virus” a detta della Paolucci, e portare i bambini a giocare all’aria aperta. Aprire le finestre senza temere perché “l’aria sanifica, non ammala”.

Patologie respiratorie e contagi da Covid-19, dunque, non aumentano col freddo. Quest’ultimo sarebbe artefice soltanto di un lieve calo immunitario che, mettendo in atto tali consigli, da solo non causerebbe malanni. L’impennata di contagi in Italia, a cui si assiste nelle ultime settimane, non si legherebbe di per sé al calo di temperature registrato.

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