VIDEO. Napoli, lo sfogo di un ristoratore contro le ordinanze di De Luca: “Fame e freddo, non si lavora più”

Sta diventando virale il video di un ristoratore napoletano contro le ultime ordinanze emanate dal Presidente De Luca. I limiti stringenti da rispettare, infatti, non fanno altro che peggiorare ancor di più la situazione economica dei cittadini.

Come ormai noto, il provvedimento emanato fissa il divieto di asporto dalle ore 21.00 in poi. Ne consegue che i piccoli imprenditori che si guadagnano da vivere soltanto tramite attività di asporto serale, come nel caso di molte cornetterie, sono costretti a cessare quasi del tutto le loro attività.

Eppure, anche chi dispone di posti a sedere e dunque facilitato da chiusure posticipate, lamenta una scarsa affluenza, soprattutto da parte dei turisti. Questo è il caso del proprietario del locale “Napoli Notte”, colpito sia dal calo di vendite legate all’asporto sia dalla mancanza di clienti che consumano sul posto.

Eppure, trova la forza di ironizzare dando vita ad una simpatica scenetta, in cui cerca di raggirare il divieto. Si presenta un ragazzo dopo le 22.00 che chiede una pizza e lui gli dice: “Sono le 22.15, in realtà io dalle 21.00 non posso. Fai una cosa, fatti un giro qua attorno, cinque minuti e vieni.”

Poi ritorna alla realtà, dicendo: “Io che ho una pizzeria-ristorante devo stare a queste regole strane. Alle 21.00 non posso fare più l’asporto. Ma chi pazzo può venire in un ristorante per mangiare quando ci sta una situazione del genere? Impossibile. Sembra che stiamo spacciando la droga ma noi una pizza, un primo piatto facciamo.”

“A che siamo arrivati? Ma a chi possiamo dare fastidio? Io ho due ristoranti, i dipendenti non hanno ancora avuto la cassa integrazione, le tasse le dobbiamo pagare lo stesso, per gli affitti ci avete abbandonati. Con quali scenari la gente si può venire a sedere? Se sono troppo pochi se ne vanno, se sono assai se ne vanno. Come dobbiamo fare?”

“Guarda qua che tristezza. Tutta la piazza chiusa. Fame e freddo, ormai non ci sta più niente da fare. All’altro ristorante ancora peggio. Ormai lì il turismo è morto, decapitato. Chi ci deve venire a dare una mano? Vi auguro una buona serata, riflettete.”

Non si tratta dell’unico ristoratore napoletano la cui attività è stata messa in ginocchio dall’emergenza Coronavirus e le conseguenti ordinanze adottate in Campania. Di stamattina la rivolta dei disoccupati di Scampia che hanno preso d’assalto il Comune.

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