Interrogazione bendati, la classe difende la prof: “Fieri della nostra insegnante”

Dopo la polemica legata all’insegnante di una scuola di Scafati che avrebbe fatto bendare i suoi alunni per l’interrogazione a distanza, è seguita una lettera di difesa da parte della stessa classe. I ragazzi sarebbero stati bendati per non aver la possibilità di leggere gli appunti.

Gli alunni si sono schierati al fianco della professoressa. Nessuna costrizione ed anzi quasi un gioco. Di fatti, come raccontano gli alunni della II b del liceo Renato Caccioppoli di Scafati, l’interrogazione tanto discussa avrebbe regalato momenti di ilarità. Sembrerebbe essere dunque rientrato l’allarme di ieri in cui si aveva avuto l’idea di un atto coercitivo che poteva minare la credibilità dell’intero sistema di didattica a distanza.

Un sistema che sicuramente è inevitabile, ma che è ancora poco collaudato. Sono tanti infatti i disagi in questo tipo di didattica, in primis il mancato approccio sia con gli insegnanti sia con i compagni di classe. Ciò vale soprattutto per i più piccoli che sono nel pieno della loro crescita.

Ma altro problema è quello dell’apprendimento. Imparare stando seduti tra le mura di casa dove si passa anche il resto della giornata, e farlo solo attraverso uno schermo, rende tutto complicato.

Queste le parole della classe della scuola di Scafati relative all’interrogazione, riportate da Repubblica: “Nessuno è stato costretto. Era solo una prova qualsiasi per dimostrare a sé stessi che esistono altri occhi da cui poter guardare. Il 28 ottobre 2020, nella nostra classe, per ironia della sorte, alcuni sono stati interrogati bendati. Tra risate generali hanno messo alla prova le proprie conoscenze. Con concentrazione, sono riusciti ad ottenere ottimi risultati. Siamo diventati storie, pagine, ma siamo vite. Perché tutto in questa società così famelica viene strumentalizzato e pregiudicato dalle cattive opinioni? Siamo fieri della nostra insegnante, siamo fieri della nostra scuola.”

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