Covid, la denuncia di Francesca: “Mia nonna è morta, abbandonata in una stanza deposito senza essere mai lavata o cambiata”

francesca covid nonna
Immagine di repertorio

In questi ultimi giorni stanno aumentano i racconti di persone che hanno perso i propri cari a causa del covid. La pandemia esiste e gli ospedali sono realmente in difficoltà, specialmente quelli campani dove c’è poco personale. Inoltre questo virus uccide e lo fa in modo subdolo, lasciando soli negli ultimi momenti di vita chi amiamo.

Francesca Sannino è la nipote di una donna di 87 anni deceduta sabato 31 ottobre all’Ospedale del Mare di Napoli. La nonna, come ci tiene a sottolineare la ragazza, stava bene ed era stata ricoverata a causa di complicanze covid il 27 ottobre nella struttura sanitaria napoletana.

“Abbiamo ricoverato mia nonna martedì 27 ottobre all’Ospedale del Mare. Avevamo fatto il tampone in un laboratorio privato ed era risultata positiva. Quando arriviamo in Ospedale dopo una mezz’oretta la dottoressa disse: “Ah ma è positiva al covid? Allora la devo spostare dal reparto normale”. Ci hanno chiesto due recapiti telefonici dove, in teoria una volta a settimana ci avrebbero avvisati sulle condizioni fisiche di mia nonna, cosa in pratica mai avvenuta. Mia nonna aveva il suo cellulare personale fortunatamente quindi chiamavamo direttamente lei e ci diceva che era stata messa in una camera per uso deposito, dove affianco al suo letto si trovavano dei vestiti sporchi o da lavare. Fino a giovedì diceva che da quando l’abbiamo ricoverata, sono entrati pochissime volte nella sua stanza e che lei insisteva per essere lavata ma che ciò non è mai avvenuto. Mia nonna mi disse, l’ultima volta che l’ho sentita, che aveva lo stesso pannolino dal primo giorno che stava in quell’ospedale, e in quel pannolino aveva per forza dovuto fare tutti i suoi bisogni dato che non si poteva alzare avendo prima l’ossigeno e poi la maschera per respirare”.

Francesca racconta come i medici si dedicassero poco a sua nonna al punto da non accorgersi del peggioramento delle sue condizioni di salute:

“Giovedì pomeriggio provando a chiamare mia nonna al suo cellulare mi sono accorta che faceva davvero fatica a parlare al telefono perché aveva difficoltà respiratorie, così ci siamo recati in ospedale sollecitando di non aver mai avuto notizie. Loro ci hanno dato due recapiti telefonici del reparto dove chiamare per avere notizie, e ti posso dire che abbiamo chiamato per svariate ore senza mai ricevere alcuna risposta. Venerdì mattina mia mamma provando a chiamare mia nonna, si rese conto che la situazione era peggiorata dato che non riusciva neanche a rispondere al cellulare tanto dalla difficoltà respiratoria in cui si trovava, così mi sono di nuovo personalmente recata in ospedale e dopo 2 ore di questione con il personale finalmente uno degli infermieri va a monitorare mia nonna e mi dice che si era leggermente aggravata e che aveva bisogno della maschera per respirare perché solo con l’ossigeno non riusciva più. Praticamente se non avessimo chiamato mia nonna sul suo cellulare, loro non si sarebbero accorti che si era aggravata perché entravano poco e niente. E inoltre mia nonna nella sua stanza non aveva neanche gli interruttori per chiamare aiuto, un’infermiera le disse: “Urlate più che potete se serve”, cosa improbabile dato che mia nonna faticava a parlare”.

La situazione poi precipita anche se il personale rassicura la famiglia che va tutto bene:

“Dopo aver ricevuto notizie chiedo come fare per riavere notizie di mia nonna in giornata e questo infermiere mi dice di ritornare lì dopo un paio d’ore perché al telefono non rispondeva mai nessuno. Sono tornata dopo 2 ore circa e l’infermiere mi dice che stava sempre uguale, che stava tranquilla era stabile ma doveva avere la maschera e mi consiglia di non chiamare più sul cellulare di mia nonna perché altrimenti si sarebbe agitata. Io vado via ma alle 9 di sera provo a richiamare sul cellulare di mia nonna perché sono sicura che mi avrebbe risposta ma così non è stato, probabilmente glielo avranno tolto oppure gli impedivano di rispondere, non so. Sabato mattina arriva una chiamata dall’ospedale dove ci dicono che mia nonna non risponde più alle cure così ci rechiamo in ospedale e loro ci dicono di aspettare. Dopo qualche ora mia mamma entra e chiede notizie e loro ci dicono che è stabile, tranquilla e che ha dormito tranquillamente tutta la notte, ma probabilmente io ti dico che sono passati di sfuggita e mia nonna era già morta e loro pensavano stesse dormendo. Infatti dopo 10 minuti mentre mia mamma parla con l’infermiere che gli dice che era tranquilla ed era stabile con la maschera per respirare, arriva una chiamata sul cellulare di mio padre da parte dell’ospedale dove ci avvisano che mia nonna è deceduta“.

Francesca racconta come la nonna sia stata lasciata in una stanza deposito per mancanza di posti:

“Neanche quando è peggiorata l’hanno spostata. Non è passata da nessuna parte, le hanno tolto l’ossigeno e le hanno messo la maschera. Mia nonna non si è mai mossa da quella stanza per uso deposito perché come dicevano loro non c’erano posti. Mia nonna aveva 87 anni ma era lucidissima, quindi tutto quello che diceva era tutto vero! Prendeva solo alcune pillole sue quotidianamente, tipo per il diabete, per il cuore, come tutte le persone anziane a quell’età fanno. Mia nonna disse che in ospedale non gliele hanno mai più date che le avevano messo solo l’ossigeno e basta. Mia nonna era positiva al covid e ci siamo ma chi mi dice che non abbia avuto un arresto cardiaco dato che erano 5 giorni che non faceva più la terapia del cuore o quella del diabete?”.

La nonna di Francesca muore tra l’incredulità generale:

“Ci hanno detto che aveva 87 Anni e le sue patologie. Però mi devono spiegare se avere 87 anni giustifica il fatto che non è mai stata lavata né addirittura cambiata”.

Una situazione, quello della poca igiene ai pazienti, che è stato raccontata anche da altri parenti di persone ricoverate nella struttura sanitaria.

 

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