Confesercenti, Schiavo: “Ristorazione a rischio fallimento. Ingiusto chiudere mercati e centri commerciali nel weekend”

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Vincenzo Schiavo, Presidente di Confesercenti Campania, ha espresso le sue perplessità in merito al nuovo DPCM del Governo che sarà in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre e prevede la chiusura dei mercati, dei centri commerciali nei weekend e di bar e ristoranti nelle zone rosse e arancioni, in cui sarà suddivisa l’Italia.

Queste le parole di Vincenzo Schiavo in merito alla chiusura di bar e ristoranti, con un settore che va verso il fallimento: “In Campania le 31mila attività del settore della ristorazione sono a rischio fallimento. Se la nostra regione dovesse essere confermata “zona arancione” sarà una catastrofe: saranno pochissime le attività che riusciranno a sopravvivere con il delivery. Forse qualche pizzeria ben organizzata o al massimo qualche pub dei centri città“.

La maggior parte dei ristoranti, ad esempio, chiuderà del tutto, rischiando seriamente di non riaprire mai più. Confesercenti è da tempo che ha lanciato l’allarme sostenendo che se il Lockdown Bis, ovemai si fosse reso proprio indispensabile, bisognava farlo con criterio, annullando tutte le tasse e mettendo immediatamente risorse a disposizione degli imprenditori per farli restare a casa. Invochiamo da mesi un “anno bianco” per le aziende a cui viene imposta la chiusura: niente tasse per dodici mesi almeno, misura questa indispensabile per la sopravvivenza delle attività”.

Schiavo, Presidente di Confesercenti, esprime il suo dissenso per la chiusura di mercati e centri commerciali nei weekend: “Nelle aree mercatali c’è spazio a sufficienza per evitare assembramenti. Intollerabile che proprio nel week-end, allorquando si concentra il 50% del fatturato, venga impedito di svolgere l’attività. Così facendo si continua a far pesare sulle spalle dei più deboli i tentativi di limitazione del contagio”.

Secondo Confesercenti, i provvedimenti presi sono un danno solo per alcuni settori, e non si spiega per quale motivo ristoranti e bar siano gli unici a dover subire chiusure e limitazioni. Confesercenti Nazionale potrebbe ricorrere al Tar per evitare questa ingiustizia.

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