Ministero della Salute su dpcm: “In Campania Rt poco elevato ma incidenza alta”

Il Ministero della Salute ha illustrato in conferenza stampa gli indicatori che hanno portato alla definizione delle tre zone di rischio (gialla, arancione e rossa) previste nell’ordinanza del 4 novembre 2020. Il professor Gianni Rezza, responsabile della Direzione generale della prevenzione sanitaria, ha illustrato i dati che hanno portato a individuare la Campania come zona gialla.

A illustrare i criteri utilizzati dal Ministero della Salute è il presidente dell’ISS Silvio Brusaferro. Il presidente dell’ISS distingue tre fasi dell’epidemia: la prima fase in cui abbiamo modellato la curva; la seconda fase di transizione e rimodulazione, in cui ci troviamo adesso; la terza fase di immunità, che arriverà poi.

Quando l’epidemia è sotto controllo si applicano le misure di contenimento, per far sì che non degeneri. Da mesi ormai il Ministero si avvale di un insieme di strumenti che aiutano a definire il rischio: la cosiddetta cabina di regia, che fa capo al Ministero della Salute, si avvale della collaborazione di regioni, province autonome, ISS per elaborare una valutazione del rischio su base settimanale.

A partire dal 4 maggio è stata appunto prodotta un’indicazione settimanale sulla diffusione dell’epidemia. Così si è constatato, a partire dai primi di ottobre, un passaggio di fase: il 18 ottobre abbiamo invece assistito a un’accelerazione del virus.

Gli indicatori presi in esame dal Ministero sono divisi in 3 categorie: indicatori di processo (che mostrano quanto i sistemi sono in grado di dare dati completi); indicatori di esito (che mostrano quanto velocemente corre l’infezione e quantitativamente come si diffonde); altri indicatori di processo (quanto il servizio sanitario fa fronte ai nuovi casi, dai più semplici ai più complessi).

Sono quindi stati definiti 4 scenari. Nello scenario di tipo 1 l’indice Rt è minore di 1, nello scenario 2 è compreso tra 1 e 1.25, nello scenario 3 arriva fino a 1.5, e nel 4 è superiore a 1.5. Rispetto ai vari scenari si hanno varie classificazioni di rischio, da moderato a moderato con probabilità di trasmissione, fino ad arrivare ad alto e molto alto.

Per ogni livello di rischio si definiscono strumenti o interventi possibili. Ad esempio, nel caso dello scenario 4 scattano misure di attivazione della fase 1 (atte a modellare la curva del contagio) finché non diventa moderato.  In base a questo l’Italia è stata divisa in zone di rischio.

Al momento sono 8 le Regioni classificate a rischio moderato ma con probabilità alta di progredire a rischio alto nelle prossime settimane, e tra queste c’è la Campania. Il dpcm del 3 novembre parte quindi da valutazioni già esistenti e inserisce ulteriori livelli di prioritizzazione. Un criterio importante su cui intervenire è proprio l’Rt.

Nella seconda parte della conferenza è intervenuto il professor Gianni Rezza, che ha illustrato i dati utilizzati per la suddivisione in fasce di rischio. Non sono stati considerati solo gli attualmente positivi in ogni regione, ma l’incidenza cumulativa per 100.000 abitanti, le diagnosi negli ultimi 7 e negli ultimi 14 giorni.

I dati vanno letti quindi nella loro interezza. Il professor Rezza spiega i motivi per i quali la Lombardia è stata dichiarata zona rossa: si evidenzia non solo una sofferenza dei servizi sanitari, ma anche un’incidenza alta e un Rt alto. In Calabria l’incidenza risulta inferiore, ma l’Rt è molto alto.

L’Rt è un indicatore precoce, diverso dall’incidenza. In questo momento nelle zone con Rt alto c’è un’elevata trasmissione, ed evidentemente dopo un certo periodo si manifesterà un’alta incidenza. Se in più si registra una sofferenza del sistema, un indice di occupazione dei posti letto superiore al 50%, e se non si riescono a ricostruire le catene di trasmissione, automaticamente la situazione è di alto rischio.

Gianni Rezza affronta anche un’altra importante questione: i motivi per cui la Campania è stata decretata zona gialla. Tutti sanno che l’incidenza è elevata (la regione continua ad avere un elevato numero di casi) ma l’Rt è molto più basso rispetto a quello della Lombardia, pur rimanendo superiore a 1. Evidentemente, la trasmissione è molto aumentata nelle scorse settimane, ma adesso si è stabilizzata.

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