DeMa non chiude il lungomare ma annuncia un’iniziativa clamorosa: napoletani sempre più confusi

De Magistris ha annunciato una “iniziativa clamorosa” per fronteggiare l’aumento dei contagi nella sua città e dare una scossa al Governo centrale. Il primo cittadino ha sottolineato per l’ennesima volta la drammaticità della situazione covid nel corso della trasmissione “Carta Bianca”:

Io ho avuto pazienza fino ad ora, ma da sindaco di Napoli ho il dovere di far comprendere all’intero paese che la situazione è drammatica“, ha spiegato il sindaco. Quello che colpisce però è la contraddittorietà delle sue affermazioni.

De Magistris un minuto prima afferma di non poter moltiplicare i controlli sul lungomare, perché “secondo lei sul lungomare di Napoli, 4,5 km, dove i ristoranti possono stare aperti e quindi dove la gente può andare a mangiare, si mettono i poliziotti a chiedere “e tu dove stai andando?”. Poco dopo, però, annuncia che metterà in atto “un’iniziativa clamorosa” nei prossimi giorni.

E naturalmente nel mezzo non manca la cantilena “se chiudiamo il lungomare andranno a Piazza del Plebiscito“, una filastrocca alla quale non crede più nessuno e che genera solo confusione nei napoletani (il lungomare resta aperto perché non è possibile controllare tutti o perché è inutile chiuderlo?).

Certo, è più che comprensibile quello che sottolinea de Magistris sulla zona gialla: è il Governo che ha deciso così, e le persone che ci si trovano dentro possono uscire e fare quattro passi. I poliziotti, d’altra parte, non possono mettersi a fare da “semaforo”. Ma allora perché il sindaco de Magistris parla di “iniziativa clamorosa”? Se i luoghi centrali di Napoli non si possono chiudere, e non ha senso moltiplicare i controlli, che cosa ha intenzione di fare?

Anche dopo la richiesta di ulteriori spiegazioni da parte di Bianca Berlinguer, il primo cittadino partenopeo è rimasto sul vago. Sappiamo che sta decidendo queste azioni di concerto con la Prefettura, e che la decisione arriverà nelle prossime 48 ore. Sappiamo che il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica a Napoli si sta occupando, tra le altre cose, della questione allarmante della mancanza di ossigeno.

C’è da dire, però, che gettare ulteriormente nell’angoscia i cittadini napoletani e generare altra incertezza non è d’aiuto a nessuno. Quello che serve è un’azione concreta e diretta, che ci auguriamo non sia l’ennesimo escamotage per scaricare le responsabilità legate al controllo della pandemia (al Governo centrale o alla Regione), ma produca per una volta risultati concreti.

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